FCA. Uliano (Fim Cisl): "Azzerare la Cigs nel 2016 con salita produttiva e contratti di solidarietà"

6 aprile 2016 - Siamo sulla strada giusta dal 2013 ci siamo posti l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo di CIGS sui lavoratori di FCA e stiamo raggiungendo quell’obiettivo. Nel 2013 erano oltre 32.800.000 le ore di CIGS dichiarate da FCA che i lavoratori erano costretti a pagare per la situazione produttiva degli stabilimenti italiani. Nel 2016 ci poniamo di trasformare anche le ultime CIGS ancora aperte su due stabilimenti, Mirafiori e PCMA di Napoli, in Contratti di solidarietà. Abbiamo agito da sindacalisti: accordi che impegnavano il Gruppo ad investire miliardi negli stabilimenti italiani per sviluppare le nuove auto e creare opportunità occupazionali e trasformazione da Cigs in Contratti di solidarietà. In Fiat non esisteva la possibilità di fare contratti di solidarietà, c’era una sorta di opposizione ideologica fino a quando, nel 2014, abbiamo introdotto a Pomigliano, nonostante l’opposizione della Fiom, il primo contratto di solidarietà. Da allora la strada è stata in discesa, sono aumentate le aziende del Gruppo che hanno trasformato le Cigs in solidarietà e le ore di non lavoro sono crollate a seguito della crescita della produzione. Su 74.750 occupati in FCA nel 2016, saranno mediamente 3860 i lavoratori inattivi che utilizzeranno il contratto di solidarietà a cui potrebbero aggiungersi altri 2300, se entro l’anno porteremo la solidarietà a Mirafiori e alla PCMA di Napoli. E’ molto probabile che con la salita produttiva di Giulia e del Suv Levante arriveremo ad avere circa 5.000 lavoratori inattivi rispetto i quasi 20.000 del 2013. In questi giorni abbiamo firmato il contratto di solidarietà che accompagnerà al lavoro entro l’anno tutti gli occupati di Cassino, e quindi molto probabilmente a dicembre 2016 il CDS non coinvolgerà più i 3816 lavoratori del sito laziale. E’ molto probabile che la salita produttiva di Giulia trascinerà ad esaurimento il CDS anche per lo stabilimento motori di Pratola Serra. La partenza del Suv Maserati Levante a Mirafiori e la conseguente salita produttiva crea le condizioni normative per introdurre anche per lo stabilimento torinese l’istituto del contratto di solidarietà. Stessa situazione si determinerà per lo stabilimento PCMA di Napoli con la partenza del nuovo Plant con le nuove produzioni di Alfa Romeo. Come abbiamo ribadito nell’ultimo incontro con Marchionne l’obiettivo, per noi, rimane la piena occupazione entro il 2018, quindi non avere nemmeno il contratto di solidarietà in essere per alcun lavoratore. Anche se già l’aver ridotto fortemente le situazioni di inattività trasformandole in maggiori tutele, di rotazione e di reddito, per i lavoratori è un grande risultato. Se pensiamo che poi solo l’anno scorso siamo riusciti a stabilizzare quasi 3.000 giovani dando loro un contratto a tempo indeterminato e a rinnovare il contratto di Gruppo distribuendo mediamente al 95% dei lavoratori circa 1.320 euro (100 euro al mese), tutto questo zittisce quanti strumentalmente attaccavano la nostra azione contrattuale in FCA.

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