Istruzione. Contestazione alla preside del Liceo Virgilio di Roma. Gissi (Cisl Scuola): "Segnale preoccupante"

Roma, 9 aprile 2016 - Giusto esprimere solidarietà alla preside del liceo Virgilio di Roma, ed è particolarmente significativo che l’abbiano fatto i docenti della sua scuola, mentre è preoccupante, oltre che sbagliata, la contestazione subita dalla dirigente da parte di chi dovrebbe essere il principale “alleato” della scuola nella sua difficile missione educativa: le famiglie. Per fortuna esistono anche altre e diverse prese di posizione, ma l’episodio è la spia di un problema che si trascina da tempo, quello di una caduta del rispetto dovuto alla scuola come istituzione e alle persone che ci lavorano. Persone sulle quali si scaricano molto spesso pesi difficili da sostenere, a causa del degenerato rapporto fra scuola e società che trova ogni giorno i nostri insegnanti esposti in prima linea a fenomeni di arroganza, mancanza di rispetto, talvolta di autentica violenza. È alla scuola nel suo insieme che la società deve farsi carico di restituire autorevolezza e prestigio: un’esigenza che da tempo la Cisl Scuola sta segnalando, ma rispetto alla quale abbondano, insieme alle mancate risposte, le risposte sbagliate. Spiace che ci sia chi utilizza strumentalmente episodi come quello del Virgilio per fare un po’ di polemica a buon mercato, denunciando un’ostilità sindacale verso i dirigenti che per quanto ci riguarda è del tutto inesistente: polemiche astiose e superficiali, come lo è far credere che la soluzione di ogni problema possa ridursi nel praticare qualche “iniezione” di vero o presunto potere ai capi d’istituto. Anche casi come questo lo dimostrano: la capacità della scuola di reagire nel suo insieme è la risposta più efficace che si può dare a comportamenti e giudizi scriteriati. Se quello che va rilanciato, come noi crediamo, è il patto educativo tra società, famiglia e scuola, non regge il ragionamento di chi afferma che la caduta di autorevolezza nascerebbe dal diffondersi di un’idea della scuola come "comunità". Del tutto arbitrario trasformare un nobile principio, quello della scuola come “comunità educativa”, in un sinonimo di lassismo e assenza di responsabilità. L’idea di comunità implica e presuppone l’esatto contrario: partecipazione, condivisione, cooperazione, corresponsabilità. Fattori che non indeboliscono, ma rafforzano sia l’efficacia dell’azione che la scuola è chiamata a compiere, sia lo stesso esercizio dell’autorità al suo interno e verso l’esterno.

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