Def. Petriccioli: "Meno tasse, più investimenti e flessibilità pensionistica per tornare a crescere"

Roma, 18 aprile 2016- “La Cisl non chiede al Governo di interrompere il virtuoso processo di risanamento della finanza pubblica o di non rispettare gli impegni assunti ma piuttosto di impegnarsi nei confronti dell’Unione europea per superare gli opprimenti vincoli del fiscal compact, che finiscono per imporre politiche di austerità, e di contrattare margini di flessibilità più ampi per determinare una crescita più forte e duratura, rendendo più credibile il percorso di riduzione del debito, in linea con la politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea”. Lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, intervenendo presso le Commissioni Bilancio parlamentari nel corso dell’audizione sul Documento di economica e finanza. “Per questo, non è sufficiente anche se necessario, superare le clausole di salvaguardia per evitare l'aumento di iva ed accise nel 2017, ma è indispensabile invertire le priorità d'azione,continuando con la riduzione dell'irpef a beneficio dei lavoratori, dei pensionati e delle classi di reddito medio – basse. La discontinuità nella politica economica finora realizzata dal Governo ha permesso di sfruttare la positiva congiuntura internazionale ma le politiche sul lato dell'offerta, da sole, continueranno a dare risultati modesti se non saranno accompagnate da un forte sostegno alla domanda di consumo e di investimenti e da interventi in grado di sbloccare il mercato del lavoro, restituendo ai lavoratori più anziani la possibilità di accedere anticipatamente al pensionamento e ai giovani maggiori opportunità di ingresso nel mercato del lavoro”, ha concluso Maurizio Petriccioli.

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