Lavoro. Furlan: "Riforme istituzionali importanti ma il Governo pensi alla disoccupazione e ascolti monito del Papa"

2 maggio 2016- "La campagna referendaria e le riforme istituzionali sono certamente importanti per il futuro dell' Italia, ma come ci ha ricordato oggi con molta determinazione e forza Papa Francesco, cui siamo sempre molto grati per la sua attenzione nei confronti dei più deboli, il principale problema del nostro paese, sui cui tutti dobbiamo fare molto di più, rimane l'alto livello di disoccupazione giovanile e la tutela della dignità del lavoro". Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Ieri è stato un Primo Maggio che ha visto alle manifestazioni di Cgil Cisl e Uil una straordinaria partecipazione pacifica e convinta di tanti uomini e donne, lavoratori, disoccupati, giovani, pensionati, immigrati. E' stato un segnale preciso ed uno stimolo inequivocabile nei confronti delle istituzioni, del Governo e del mondo delle imprese. Nel nostro paese oltre alla disoccupazione, negli ultimi anni sono aumentati la povertà, l'emarginazione sociale, la solitudine. Il nostro Presidente del Consiglio Renzi, che oggi ha lanciato la campagna referendaria sulle riforme costituzionali, farebbe bene a ricercare la massima coesione sociale sul tema delle politiche economiche e per il lavoro necessarie a far uscire il paese dalla crisi. Non basta elencare i risultati dell'azione di Governo. Noi chiediamo risposte serie e proposte concrete sulla riforma delle pensioni, sulla politica industriale, sul Sud, sul mancato rinnovo dei contratti pubblici e della scuola. Occorre ridare centralità al tema del lavoro in tutte le sue forme, coinvolgendo le parti sociali sugli obiettivi da raggiungere, chiamando ciascuno dei soggetti ad assumersi le proprie responsabilità. Questo è il compito di chi governa, nel rispetto dei ruoli e del dettato costituzionale che assegna al valore del lavoro il carattere fondativo della nostra Repubblica, come ci ha ricordato ieri con grande saggezza il Presidente della Repubblica, Mattarella".

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