Crisi. Furlan: il Pil cresce solo se cambiamo lo statuto economico europeo, il fiscal compact e sblocchiamo gli investimenti

Roma, 3 maggio 2016. "Siamo di fronte ad un bivio: o cambiamo davvero l'Europa ed anche il nostro paese, mettendo al centro il valore del lavoro o rincorreremo ancora la crisi, come ha confermato oggi la Commissione Ue che ha rivisto al ribasso le stime del Pil per il nostro paese nel 2016". Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, al Consiglio generale della Cisl di Latina. "Ormai è chiaro anche al nostro Governo che non basta contrattare qualche decimale in più a livello europeo per avere più crescita, più occupazione e sviluppo. Occorre ben altro. Il fiscal compact è il vero freno a mano per la crescita del Pil. Per questo è troppo flebile il messaggio di cambiamento dello statuto economico europeo. Bisogna far passare il principio che tutte le risorse che si investono in infrastrutture immateriali e materali, ricerca, formazione, sicurezza del territorio non costituiscono allargamento del debito ma sono una opportunità di crescita per l'Europa e per il nostro paese. Ogni euro che va agli investimenti ed allo sviluppo serve a creare una economia più forte". Furlan ha ricordato che il sindacato chiede al Governo Renzi di riformare il fisco per alzare i salari e le pensioni e di rinnovare subito i contratti pubblici e della scuola. Ma anche di prevedere più risorse per investimenti produttivi e dare più sicurezza nei posti lavoro. "Ma soprattutto bisogna cambiare la legge sulle pensioni. E' difficile fare innovazione nelle imprese con tanti ultrasessantenni nei posti di lavoro. Bisogna rivedere la legge Fornero per far crescere le imprese ed offrire una opportunità di lavoro a tanti giovani preparati, evitando che vadano a lavorare all'estero".

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