Pensioni. Furlan: "Positivo che si cominci a parlare di riforma e di confronto"

Roma, 11 Maggio 2016 - "Stiamo pagando l'effetto delle politiche che nel passato questo paese in termini legislativi ha scelto in materia di previdenza. Che il Governo dopo tanti annunci abbia deciso di ragionare sulle pensioni ed abbia capito che la riforma dell'attuale sistema pensionistico è importante per le italiane e per gli italiani, lo considero un fatto molto positivo, come positiva è l'intenzione del Governo di confrontarsi su questo tema con le parti sociali". E' quanto ha sottolineato la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ospite ieri della trasmissione 'Porta a porta' soffermandosi sui temi piu' dibattuti del momento, pensioni, fisco e lavoro. Quanto all'impianto, "che ad oggi non è stato ancora presentato" la Segretaria generale della Cisl è tornata a ribadire che "vi è un bisogno estremo di creare una condizione per non inchiodare i nonni e le nonne sul posto di lavoro quando a casa i figli e i nipoti sono disoccupati. "La questione della flessibilità in uscita - ha detto la leader della Cisl - è importante per i lavoratori anziani che in molti casi non ne possono piu' ed anche per i giovani disoccupati". Ma ha precisato citando i dati Inail, che la mortalità e le grandi invalidità sul lavoro si hanno per gli ultrasessantenni e come quindi sia importantissimo attivare un meccanismo che colleghi anche il tipo di lavoro a quando si ha diritto di poter andare in pensione". Circa poi i provvedimenti del Governo per incentivare nuove assunzioni "è certamenete positivo incentivare, anche attraverso risorse per la decontribuzione - ha detto - ma il vero tema è che non si creano così i nuovi posti di lavoro. Per creare posti di lavoro questo paese ha bisogno di crescere e su questo credo che ci sia davvero ancora molto da fare. Le regole - ha tenuto a precisare la leader della Cisl - sono sicuramente servite a stabilizzare alcuni posti di lavoro come le false partite Iva o gli ex co.co.pro, ma per creare nuovi posti di lavoro in un Paese con oltre 3milioni di disoccupati, si ha bisogno della parola magica che è la "crescita".

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