Dialogo interreligioso. Il 17 maggio Furlan in visita al Centro Islamico Culturale d’Italia a Roma

13 Maggio 2016 - La Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, il prossimo 17 maggio si recherà al Centro Islamico Culturale d’Italia a Roma. Quello della CISL - in linea con le proprie radici e i suoi valori di riferimento - è un percorso di dialogo ininterrotto con il mondo religioso, cattolico come delle altre confessioni, privo di preconcetti, nella ferma convinzione che solo la conoscenza reciproca possa portare al superamento del difficile momento storico che stiamo vivendo, purtroppo attraversato da populismi e pregiudizi che non facilitano il dialogo e la crescita culturale reciproca. Solo qualche mese fa, all’apertura della Conferenza Organizzativa della Cisl, Annamaria Furlan dichiarava, sulla scia degli allora recenti, tragici, attentati di Parigi: “Anche noi dobbiamo aprire un dialogo fecondo, non episodico, con le comunità islamiche che vivono in Italia”. Parole, queste, che assumono per la Cisl valore di concretezza, anche attraverso la spinta ad un allargamento della rappresentanza che coinvolga sempre di più giovani, donne e immigrati, pensando soprattutto alle seconde generazioni, che rappresentano buona parte del futuro del nostro Paese. Annamaria Furlan incontrerà i rappresentanti del Centro Islamico, membri del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea Generale. Sarà un’occasione ulteriore per mettere sul tavolo quanto la Cisl e le rappresentanze del mondo musulmano possono fare insieme, aprendo scenari di collaborazione per prevenire qualsiasi fondamentalismo, spesso alimentato da paura e mancanza di opportunità, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Il Segretario Generale sarà accompagnata da Mohamed Saady, Presidente dell’Anolf e membro del CDA del Centro. Oggi il dialogo è oltre che un imperativo etico una necessità. Secondo il “Dossier Statistico Immigrazione 2015” (IDOS), recentemente dato alle stampe, l’Italia è uno dei grandi Paesi di immigrazione, molto al di sopra della media europea, con 5.014.000 stranieri censiti, pari all’8,2% totale della popolazione residente. Di questi, ben 1.600.000 sono musulmani. A questo dato si devono aggiungere anche le attuali questioni aperte sui rifugiati e gli sbarchi, che stanno occupando il dibattito politico a livello nazionale e internazionale e che mostrano la il dramma di donne, uomini e bambini, anche in questo caso molti di origine islamica, che spinti dalla disperazione cercano una possibilità di vita migliore lontano dal proprio Paese.

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.