Acciaio. Fim Cisl: è necessario difendere la siderurgia dal dumping della Cina

Roma, 24 maggio 2016. “Su richiesta di IndustriAll Europe e Fim Cisl si è tenuta quest’oggi l’audizione presso la III Commissione Esteri della Camera dei Deputati, per affrontare la complessa e difficile questione acciaio in Italia e in Europa, a cui ha partecipato, tra gli altri, il segretario generale aggiunto di IndustriAll Europe Luc Triangle in rappresentanza della CES. La Fim sostiene la posizione del sindacalismo europeo e nord americano fortemente contrario al riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato. Questo riconoscimento, se fosse messo in atto, avrebbe infatti ulteriori e pesanti conseguenze sull’occupazione dell’industria manifatturiera nei nostri paesi, soprattutto nei settori di base dell’industria tra cui la siderurgia – affermano i dirigenti della Fim Cisl responsabili di settore - L’Italia infatti tra i paesi europei è stata quella più fortemente penalizzata e danneggiata dalla stagnazione di produzioni e dalla competizione sleale e dumping a vantaggio della Cina. La questione dell’industria siderurgica, riguarda molto da vicino il nostro Paese, tra i primi posti in Europa per la produzione di acciaio. Un valore per tutto il sistema industriale che va preservato, evitando che subisca spostamenti di produzioni verso paesi extra-europei. – continuano i sindacalisti della Fim, Raffaele Apetino, coordinatore nazionale siderurgia e Riccardo Marcelli, coordinatore nazionale Thyssen Group - L’eccessiva capacità produttiva di acciaio a livello globale, ha generato in Europa una riduzione di oltre 100.000 posti di lavoro: da 425.000 posti di lavoro nel periodo pre-crisi, agli attuali 317.000. Per questo sono necessarie politiche di investimenti che passino attraverso un ammodernamento delle aziende siderurgiche che rendano sostenibile e compatibile la produzione dell’acciaio e l’ambiente. Per farlo c’è bisogno di un forte coinvolgimento da parte dell’UE, del sindacato, parte integrante del processo che a più riprese ha richiamato l’utilizzo di fondi regionali ed europei a tutela e protezione dei lavoratori dell’industria siderurgica. Ma tutto ciò non basta, se l’Europa, nella sua natura politica non crea le giuste condizioni di equità commerciale tra i vari paesi dell’unione e non rimuove i troppi vincoli di natura burocratica che fanno aumentare il costo del prodotto. Come Fim Cisl – continuano e concludono i due sindacalisti della Fim Cisl - non accetteremo ciò che sta accadendo in Inghilterra dove tutto il settore siderurgico è in vendita. La siderurgia per il nostro Paese rappresenta la dorsale del sistema industriale, rinunciarvi significherebbe oltre che mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, minare la sostenibilità non solo del settore siderurgico ma dell’industria dell’intero Paese”.

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