Migranti. Ocmin (Cisl): "Per evitare le tragedie del mare governare l'arrivo dei profughi dai luoghi di partenza"

Roma, 30 maggio 2016- "A quante morti dobbiamo assistere ancora prima che si dia avvio ad un vero progetto europeo sulla crisi del Mediterraneo, in grado di accogliere i profughi ed evitare ulteriori viaggi della morte e contrastare soprattutto i trafficanti di esseri umani?". Se lo chiede Liliana Ocmin, Responsabile Dipartimento Donne, Giovani, Immigrati della Cisl, commentando le ultime tristi vicende dei migranti nelle acque del Mediterraneo. "Occorre lavorare urgentemente e contemporaneamente sulle due sponde del Mediterraneo; da un lato gestire i flussi attraverso la solidarietà e le disponibilità certe di tutta l’Unione Europea, dall’altro discutere e accordarsi con i paesi africani di provenienza per trovare soluzioni alla fonte, cercando di intervenire efficacemente sulle cause. Ma mentre in Europa si discute e si alzano muri, in mare si continua a morire lasciando soli i paesi di frontiera e di approdo. Quel che fa più male è la strage di bambini che si sta consumando nelle acque del “mare nostrum”, si parla di almeno quaranta minori annegati che stazionavano su quei maledetti barconi riempiti all’inverosimile. Sono state oltre 700 le vittime degli ultimi tre naufragi, ormai il rischio è che cominciamo ad abituarci a queste tragedie che a periodi alterni puntualmente si verificano. Occorre fare presto, in particolare in vista della stagione estiva. Se continuano a partire barconi, avremo potenzialmente altri morti. Governare l’arrivo dei profughi dai luoghi di partenza vuol dire evitare tutti questi drammi: colpire i trafficanti, scongiurare le difficili azioni di rimpatrio e dare priorità a coloro che hanno il diritto di entrare in Europa. Ci uniamo all’appello di Papa Francesco che ha invitato a pregare per i bambini vittime innocenti e richiamiamo l’Europa al senso di responsabilità e solidarietà che le sono propri".

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