Agroalimentare. Sbarra (Fai Cisl): bene Ferrero su welfare. Sostegno eredi frutto di importante accordo con i Sindacati

Roma, 12 giugno 2016. “Il sostegno garantito dalla Ferrero ai famigliari del lavoratore prematuramente scomparso è il frutto più maturo di rapporti sindacali ben radicati con un’azienda che, oltre ad essere un orgoglio italiano nel mondo, da sempre fa della centralità della persona e del welfare contrattuale una leva insostituibile di crescita e sviluppo sociale”. Lo afferma in una nota Luigi Sbarra, Segretario Generale della Fai Cisl. “Onore e merito a una realtà che punta alla partecipazione e alla valorizzazione dell’attività negoziale con il mondo del lavoro – aggiunge il leader della Federazione agroalimentare della Cisl –, e che nel 2006 ha sottoscritto, su proposta del Sindacato, l’accordo che oggi ha permesso l’erogazione di tre anni di mensilità ai figli del lavoratore”. “Pur nel dramma della vicenda, sottolinea ancora Sbarra, “si evidenziano le virtù di un modo di concepire le relazioni sindacali che, successivamente all’accordo integrativo del 2006, ha portato alla conquista nel contratto nazionale dell’industria alimentare della “Cassa rischio vita”, concreta e virtuosa pratica che, in caso di scomparsa di un dipendente in costanza di lavoro, offre un importante sostegno agli eredi”. “In seguito al rinnovo del Ccnl Industria alimentare dello scorso febbraio – ricorda il Segretario Generale – la pratica virtuosa di welfare sociale aziendale è una caratteristica generale dell’impianto contrattuale di secondo livello, che contraddistingue tutte le aziende del settore alimentare, e premia un’impostazione fortemente voluta dalla Cisl e da tutte le Federazioni sindacali di Categoria”. È su questa strada “che oggi occorre accelerare, sviluppando tutte le potenzialità contrattuali e bilaterali per costruire un nuovo assetto di welfare aziendale più vicino ai bisogni delle lavoratrici, dei lavoratori, delle famiglie, anche attraverso forme di incentivazioni e detassazioni fiscali da parte del sistema pubblico”, conclude Sbarra.

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