Roma, Consiglio generale Fist Cisl. Raineri: La sfida del Sincadato del terziario e di garantire la valorizzazione di professionalità e retribuzioni

Roma, 22 giugno 2016. L’economia mondiale continua ad espandersi a ritmo moderato anche se la debolezza delle economie emergenti continua a frenare l’espansione degli scambi globali; cresce il Pil in termini reali dell’area Euro dove la crescita è sostenuta dalla domanda interna e risente della volubilità delle esportazioni; anche l’economia italiana continua a crescere moderatamente, sospinta dal contributo positivo della domanda interna alla crescita del prodotto interno lordo. Si è aperto con una analisi sullo scenario globale il primo consiglio generale del 2016 della Fist, la federazione italiana dei sindacati del terziario aderente alla Cisl nata nel 2014 dalla sinergia delle categorie Fisascat Cisl e Felsa Cisl, rispettivamente la federazione del commercio, turismo e servizi e la federazione dei lavoratori somministrati, autonomi e atipici. La categoria cislina riflette in particolare sulla crescita del settore dei servizi misurata in termini di valore aggiunto e occupazione, come segnalano i più recenti dati diffusi dall’Istat. «Il fatturato dei servizi espresso in valori correnti ha segnato nel 2015 una crescita dell’1,7% rispetto al 2014 e anche nel primo trimestre del 2016 si è registrata una crescita congiunturale del +0,3%» ha sottolineato il segretario generale della Fist Cisl Pierangelo Raineri a margine dell’assise romana. «Nel primo trimestre del 2016, al netto degli effetti stagionali, cresce dell’1,6% anche l’occupazione nelle imprese dei servizi, percentuale che supera quota 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con un sostanziale aumento delle ore lavorate del 6,3%» ha proseguito il sindacalista che ha poi stigmatizzato sulle criticità riscontrate ai tavoli di rinnovo contrattuale. «E’ quantomeno paradossale che, a fronte di una crescita complessiva del comparto del terziario e dei servizi, molte aziende e imprese del settore abbiano spostato la loro attenzione dalla redditività ad assicurare la sopravvivenza economica attraverso la riduzione dei costi, compreso il costo del lavoro» ha affondato Raineri. «Nei comparti labour intensive del terziario dove sono occupati oltre 6milioni di addetti, la manodopera è determinante per assicurare la qualità dei servizi erogati e la competitività delle imprese» ha aggiunto il sindacalista. «La sfida del sindacato del terziario è dunque quella di garantire, attraverso la contrattazione nazionale e decentrata, la valorizzazione della professionalità, il potere di acquisto delle retribuzioni e l’aumento dei salari attraverso nuove formule partecipative che dovranno coinvolgere indistintamente i lavoratori dipendenti, autonomi, somministrati ed atipici» ha concluso Raineri. Una partita che si giocherà anche sulla capacità di essere sempre più rappresentativi sul territorio. La Fist Cisl ha chiuso il tesseramento del 2015 con 378.566 iscritti, confermandosi la prima federazione dei lavoratori attivi della Cisl. Il percorso di costituzione dei livelli regionali della categoria cislina andrà a regime prima dell’avvio della fase congressuale del 2017. Dopo il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana, la Liguria, il Piemonte, il Lazio, la Calabria, la Lombardia e la Sardegna il percorso istitutivo dei livelli regionali Fist Cisl proseguirà nei prossimi mesi in Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Puglia-Basilicata, Umbria, Marche, Alto Adige, Trentino, Campania, Abruzzo-Molise e Valle D’Aosta.

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