Riforme. Furlan: "Un po' di stabilità non fa male al paese"

Milano, 18 luglio 2016. "Su molti aspetti siamo convinti che le proposte della riforma costituzionale siano in linea con le nostre, ma manca dialogo sociale". Lo ha detto Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, a margine di un convegno sulla situazione dell'industria, organizzato a Milano. "Il dialogo sociale - spiega Furlan - è presente in tutta Europa, mentre da noi è stato cancellato il Cnel senza sostituirlo con un altro organismo". Per questo "governo e parlamento devono, attraverso una nuova legge, definire i rapporti tra le parti sociali e le istituzioni e soprattutto il luogo dove questo deve avvenire". A chi, dunque, le chiede se sia un 'si' quello della Cisl per il referendum di ottobre, Furlan risponde: "Noi crediamo che un po' di stabilità non faccia male al Paese, tutt'altro, ma parlare di crisi industriale significa mettere innanzitutto accanto alle riforme istituzionali i temi della ripresa, gli investimenti che il Paese deve fare per rilanciare la produzione industriale, la banda larga e le infrastrutture, ma tutto questo non basta. Ci vuole giustizia, certezza del diritto e tanta, tanta innovazione". "Noi - assicura la numero uno della Cisl - attraverso la contrattazione, faremo la nostra parte sino in fondo, ma il governo, e anche le imprese, devono parlare e investire". La "nostra nostra capacità competitiva - sottolinea - si basa sulla qualità. E qualità significa formazione, aggiornamento, valorizzazione delle risorse umane, che sono gli uomini e le donne di questo Paese".

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