Dl Enti Locali. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: precari e salario a rischio. Oggi grande giornata di mobilitazione

Roma, 22 luglio. “Nessuna prospettiva per oltre duemila lavoratrici e lavoratori precari delle province e città metropolitane, da anni impiegati a garantire servizi pubblici in quegli enti e in scadenza alla fine di quest'anno, insieme al rischio concreto per migliaia di dipendenti degli enti locali di vedersi il salario decurtato”. Su questi due punti oggi Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno promosso una giornata di mobilitazione nazionale con decine di presidi, assemblee nei luoghi di lavoro e momenti di confronto con i parlamentari per denunciare i rischi contenuti nel decreto enti locali che ieri ha ottenuto il via libera alla Camera e che adesso passa al Senato. Un testo, che nel corso dell'esame in commissione, “ha risposto positivamente ad alcune questioni poste da tempo - spiegano i sindacati -, in particolare su alcuni vincoli alle spese del personale e sul settore scolastico-educativo, ma ha lasciato irrisolti alcuni nodi in particolare sul versante delle province e città metropolitane”. Nodi che la decisione di porre la fiducia sul decreto non ha sciolto. “La scelta stessa di porre la questione di fiducia sul testo - affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -, troncando di netto il dibattito parlamentare e la possibilità di modificare il testo attraverso l'esame dell'aula della Camera, è stata gravissima. Si è deciso irresponsabilmente di silenziare la discussione su di un testo che lascia alla deriva migliaia di precari e che non affronta il tema del salario accessorio di quei lavoratori impiegati in enti che hanno sforato il patto di stabilità, proprio in ragione dei pesanti tagli che questi enti hanno subito negli anni o degli enti che sono stati interessati dalle ispezioni del Ministero dell'Economia". Per queste ragioni, insieme alla priorità non più rinviabile di rinnovare i contratti fermi da 7 anni, proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “abbiamo promosso oggi una grande giornata di mobilitazione, con assemblee e presidi che hanno registrato la partecipazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori ovunque nel paese. Abbiamo chiesto ai rappresentanti della politica presenti di assumersi un impegno, quello di operare nel passaggio al Senato le modifiche su questi due punti specifici. Continueremo a fare pressione, dando continuità alla nostra mobilitazione nei prossimi giorni, con l'obiettivo, che il testo del decreto enti locali cambi nell'esame del Senato. Per enti destinati in questo modo al dissesto economico-finanziario, non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare, né tantomeno i cittadini privati di servizi pubblici essenziali”, concludono.

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