Welfare. Cisl: "Spesa enti locali in calo, -2,7% in 5 anni"

Roma, 7 luglio 2015. La spesa sociale degli enti locali dal 2009 al 2013 è diminuita del 2,7% con punte che raggiungono il -29% in Calabria e -13% in Liguria e Umbria. In questi cinque anni sono "andati persi circa 250 milioni di euro". E' uno dei dati che emerge dall'Osservatorio Cisl sulle politiche sociali presentato nel corso dell'Assemblea dei contrattualisti sociali della Cisl. Andamenti in controtendenza si registrano invece in Puglia (+25%), Abruzzo (+23%) e Basilicata (+7%). Per quanto riguarda l'indice di 'propensione al sociale', nel 2013 è risultato più alto nel comune dell'Aquila (56,9% della spesa corrente), mentre all'ultimo posto si è pizzato il comune di Caserta con appena il 3,6% della spesa corrente destinata a servizi sociali.

Nell'Osservatorio la Cisl ha raccolto dal 2008 ad oggi 3.653 accordi di contrattazione sociale siglati dai sindacati a livello territoriale, con una media negli ultimi quattro anni di circa 800 ogni anno. Sono, evidenzia il rapporto, le intese per le politiche socio familiari a caratterizzare oggi il quadro della contrattazione sociale nel Paese, seguiti dagli accordi in tema di politiche fiscali, tariffarie, prezzi, welfare occupazionale, politiche socio sanitarie. In più del 90% dei casi gli accordi sono stati siglati dai sindacati con la pubblica amministrazione, mentre per più del 70% sono volti a difendere e mantenere i sistemi di welfare esistenti, poco più del 20% sono orientati a fare innovazione sociale e meno del 10% a contrattare riduzione di servizi.

"E' l'occasione per ribadire che il sindacato intende contribuire fattivamente a costruire un nuovo modello di programmazione, gestione e realizzazione del Welfare sociale rispondente alle necessità di maggiore inclusione sociale e che non disperda risorse e opportunità per offrire al Paese un sistema fondato su più pilastri".

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