Terremoto. Cgil Cisl Uil chiedono confronto al Governo. Da tempo i sindacati sollecitano piano messa in sicurezza del territorio

Roma, 1 settembre - “La distruzione e la morte che hanno devastato l'Italia centrale con il terremoto di mercoledì 24 agosto non sono, purtroppo, eventi eccezionali per il nostro Paese. L’Italia, infatti, per la sua particolare posizione geografica, è uno dei paesi a maggior rischio sismico del Mediterraneo. Il 68% del territorio italiano è esposto a tale rischio e il 66.8% della popolazione vive in territori sismici”. È quanto si legge in una nota dei segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Danilo Barbi, Giovanni Luciano e Silvana Roseto. “Per questo - proseguono i tre dirigenti sindacali - non possiamo reagire come se ogni volta si trattasse di una tragica casualità da gestire con le logiche emergenziali del post evento. Dopo la fase dei primi soccorsi e della solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma, è urgente aprire una riflessione complessiva sul tema degli eventi naturali”. “Cgil, Cisl e Uil che hanno sempre rivendicato un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico, chiedono di entrare velocemente nel merito del piano 'Casa Italia'. Per quanto ci riguarda questo progetto - spiegano Barbi, Luciano e Roseto - deve pianificare la prevenzione, la manutenzione e la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico e privato, del patrimonio artistico e culturale e delle attività produttive. Deve essere supportato da adeguati investimenti strutturali pubblici, (avendo sempre noi sostenuto che questo tipo d’investimenti debba essere svincolato dal patto di stabilità europeo, sia per la ricostruzione che per la prevenzione) e accompagnato dalla creazione di occupazione qualificata”. “A tal fine, Cgil, Cisl, Uil chiedono - prosegue la nota - in analogia a quanto avvenuto per il piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico, per il quale occorre anche un momento di verifica di quanto fatto e di quanto ancora c’è da fare, di aprire un confronto con il Governo con l'obiettivo di sottoscrivere un accordo relativo al Piano straordinario di prevenzione antisismica, con l'individuazione degli interventi di prevenzione, le risorse necessarie, l'occupazione, le priorità di intervento, la verifica del buon andamento degli impegni, il controllo sulla realizzazione degli interventi e la garanzia della sicurezza del lavoro, la tutela dell'ambiente e la legalità”. “Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre l'avvio di un confronto con Governo e Parlamento su una legge quadro che tenga insieme prevenzione, messa in sicurezza e manutenzione del territorio e gestione delle emergenze; garantendo un unico modello di intervento politico”. “In questo contesto Cgil, Cisl e Uil ritengono essenziale che anche la riforma, ancora in discussione in Parlamento, per il riordino del Sistema nazionale di protezione civile sia incentrata sulla cultura della prevenzione e che definisca principi e criteri chiari affinché il successivo intervento legislativo possa garantire equilibri istituzionali, l'istituzione dei servizi essenziali di protezione civile, la garanzia di un modello solidale di prevenzione e riparazione dei danni (a carico della fiscalità generale) e la conferma della natura di servizio pubblico della Protezione Civile, servizio che ancora una volta si sta distinguendo per la sua funzione preziosa ed essenziale”. Concludono i segretari confederali Barbi, Luciano e Roseto.

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