Istat. Furlan (Cisl): Possiamo uscire dallo stallo solo con un patto per la crescita con Governo Istituzioni e Impresa

Roma, 5 settembre 2016.“Sono molto preoccupanti i dati di oggi dell’Istat sulla debolezza complessiva dell’economia italiana e sulla caduta produttiva del settore industriale. Non si esce da questa fase di stallo senza una svolta chiara sul piano della riduzione delle tasse, del sostegno alla domanda ed agli investimenti pubblici e privati, con un cambiamento a livello europeo delle politiche di rigore che stanno producendo solo bassa crescita, aumento della disoccupazione e diseguaglianze sociali”. E' quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, dopo la nota mensile dell'Istat sul trend dell'economia. “Il problema che abbiamo davanti è come creiamo posti di lavoro per oltre 3 milioni di disoccupati che ci sono ancora nel nostro Paese. Questo è il vero tema su cui tutti dobbiamo misurarci con grande responsabilità. Per questo la Cisl insiste per un patto per la crescita tra il Governo, le regioni, le imprese, i sindacati, le banche, che indichi gli obiettivi da raggiungere nei prossimi mesi e gli strumenti di politica economica e fiscali, mettendo in campo tutte le risorse disponibili capaci di dare una scossa all’economia del paese. Questa è la vera manovra espansiva che ci attendiamo nelle prossime settimane. Se è vero che bisogna puntare all'aumento della produttività, all'innovazione, ad una maggiore qualità in tutti i settori, dall'industria, al terziario, ai servizi pubblici, allora bisogna svincolare gli investimenti produttivi dai vincoli europei, riducendo in maniera forte le imposte a chi investe ed assume nel nostro paese i giovani disoccupati. Ma bisogna anche trovare un accordo per cambiare nelle prossime settimane l’attuale legge pensionistica, per poter avviare un ricambio generazionale nella forza lavoro sia nelle aziende private sia nella pubblica amministrazione, intervendo a favore degli attuali pensionati per contrastare il livello davvero allarmante di povertà nel nostro paese”.

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