Servizi e cura alla persona. Raineri (Fist Cisl): ragionare sul futuro del welfare e garantire posti di lavoro e qualità dei servizi

Roma, 6 settembre 2016. In Europa il lavoro nel settore della cura alla persona è in rapido mutamento; il crescente invecchiamento delle popolazioni e il frequente ricorso ai settori privati e no profit hanno un impatto considerevole creando nuovi mercati e nuovi posti di lavoro e incoraggiando una crescita senza precedenti delle cure private che oggi costituiscono un settore centrale e determinante dell’economia dei servizi. E’ quanto emerso dalla piattaforma “Quale futuro per le cure in Europa” stilata da Unicare, il sindacato internazionale dei lavoratori del settore dei servizi e di cura alla persona, colf e badanti, presentata in occasione della riunione del comitato direttivo mondiale in corso a Nyon in Svizzera, al quale ha preso parte anche una delegazione della Fist, la federazione del terziario della Cisl. Per la categoria cislina l’invecchiamento demografico e la minor copertura della sanità pubblica impongono al sindacato globale dei servizi una profonda riflessione sui nuovi scenari di mercato e sul lavoro nel comparto. «Se da una parte sarà necessario ragionare sul futuro del welfare, considerata la profonda crisi economico finanziaria che stanno vivendo i servizi europei, sarà essenziale sempre più garantire posti di lavoro di qualità preservando al tempo stesso anche la qualità dei servizi erogati e garantendo l’equa accessibilità alle prestazioni» ha dichiarato il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri intervenendo all’assise internazionale. «Le proiezioni demografiche sull’invecchiamento della popolazione confermano la necessità di sviluppare in tutta Europa servizi professionali di assistenza domiciliare e adeguate strutture di accoglienza per anziani che saranno sempre più numerosi» ha aggiunto Raineri sottolineando l’urgenza di «valorizzare anche attraverso la contrattazione il lavoro di cura svolto in Italia da oltre 250mila addetti delle strutture socio sanitarie assistenziali e da più di un milione di colf e badanti». «I contratti di lavoro dovranno inoltre sempre più saper costruire e sviluppare un sistema di long-term care che possa assicurare la possibilità di garantire per sé e per i propri familiari una vecchiaia decente, anche attraverso i sistemi bilaterali che prevedano di destinare parte della retribuzione, come già avviene in alcuni paesi europei, a tutela delle proprie necessita assistenziali in età avanzata, creando peraltro così nuova occupazione del settore dell’assistenza alla persona» ha concluso il sindacalista. La Fist Cisl ha espresso la massima condivisione del piano di azione presentato da Unicare mirato a potenziare l’attività di sindacalizzazione e a migliorare le condizioni di lavoro di chi opera e presta servizio nelle multinazionali del settore della cura.

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