Scuola. I delegati Cisl chiedono di ricucire strappo tra politica e scuola

Roma, 7 settembre 2016. Cuore pulsante dell’organizzazione. Così la segretaria generale Maddalena Gissi ha voluto definire le migliaia di delegati e rappresentanti RSU, nella giornata che li ha visti protagonisti nei settanta incontri promossi in tutta Italia dalle strutture territoriali della Cisl Scuola. Quasi diecimila persone, impegnate ogni giorno a fare sindacato direttamente sui posti di lavoro, una risorsa preziosa per la categoria e per un’organizzazione sindacale che attraverso loro è in grado di essere in costante e attivo contatto con la propria base associativa e con il quotidiano vissuto delle nostre scuole. Proprio i tanti problemi con cui docenti, personale ATA e dirigenti stanno in questi giorni facendo i conti sono stati al centro di un confronto che serve alla Cisl Scuola anche per mettere a punto le sue strategie in questo travagliato avvio di anno scolastico. Intervenendo all’assemblea delle strutture laziali, svoltasi a Roma, ma collegata in diretta streaming anche con le iniziative in corso contemporaneamente in tutta Italia, Maddalena Gissi ha ribadito alcuni obiettivi legati alle più immediate emergenze, rilanciando fra l’altro la richiesta di un rifacimento delle operazioni di mobilità, per ripristinare i diritti ingiustamente lesi. Un atto dovuto, mancando il quale il danno subìto sarebbe destinato a trascinarsi anche negli anni successivi. Escono rafforzate dal dibattito di oggi anche le ragioni che spingono la Cisl Scuola a rivendicare le opportune modifiche alla legge 107, su quegli aspetti di cui in fase applicativa si sono ancor più evidenziati limiti e insufficienze. Una valutazione che proprio dalla diretta esperienza sul campo riceve piena conferma, a dimostrazione di come l’impianto della “buona scuola” non incontri consenso e condivisione in un corpo professionale che lo sente estraneo e lontano dai suoi valori e dalle sue migliori esperienze. La politica deve prendere coscienza di questa divaricazione, così marcata e pericolosa, col mondo della scuola; un distacco che non aiuta a risolverne i problemi e a migliorarne la qualità, mentre favorisce il diffondersi di divisioni e conflitti fra aree territoriali diverse e gruppi portatori di interessi contrapposti. Al punto che anche scelte in sé positive, come le assunzioni, stanno scatenando un mare di problemi e di tensioni. È necessario un cambio di clima se si vuole uscire da una situazione di conflittualità diffusa, priva di prospettive e gravida di rischi. È prima di tutto il governo a doversene far carico, ma è alla politica nel suo insieme e alle istituzioni a tutti i livelli che la Cisl Scuola lancia un messaggio preciso: si ragioni insieme, ciascuno per i ruoli che ricopre e per le responsabilità di cui è investito, per definire un piano di interventi per la scuola rispondente a una logica di sistema. Non ci si limiti a rincorrere di volta in volta le singole emergenze. Si abbia il coraggio di rimettere mano a scelte sbagliate, di intervenire su errori che si possono e si devono correggere. Non lo chiede solo il sindacato, lo chiedono migliaia di persone che vivono e lavorano ogni giorno nella scuola. Con loro ci siamo confrontati oggi, da loro ci viene la richiesta di continuare con determinazione a rappresentarne il disagio e le attese.

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