Poste. Cisl e Slp: "Annullare definitivamente seconda tranche privatizzazione"

Roma, 13 settembre 2016- "Le dichiarazioni del sottosegretario alle Comunicazioni, Giacomelli unitamente a quanto dichiarato dal capo della segreteria del Mef Pagani, fanno pensare che veramente il Governo stia riflettendo sull’opportunità di sospendere il collocamento della seconda tranche di azioni di Poste Italiane sul mercato. Per quanto ci riguarda speriamo che il Governo vada anche oltre e consideri di passare dalla sospensione alla riflessione sul fatto che non sia il caso di annullare definitivamente questo seconda tranche di privatizzazione del capitale di Poste Italiane". Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario confederale della Cisl Giovanni Luciano ed il Segretario Generale della Slp Cisl Luca Burgalassi. "Non crediamo, infatti, che sia solo una questione di situazione negativa attuale dei listini che debba indurre ad un serio ripensamento, pensiamo invece che i connotati dell’operazione non siano vantaggiosi per lo Stato, basti pensare a quanto si è incassato o si possa ancora incassare rispetto al patrimonio e/o ai dividendi che perderà per sempre. Se ciò lo si mette in relazione ai quasi 2300 miliardi di debito pubblico si comprende come il gioco non valga la candela. Pensiamo, quindi, che sia ora di fare una seria considerazione sulla bontà delle privatizzazioni già in essere, Poste ed Enav, e previste, Ferrovie dello Stato per valutare se al sistema Paese convengano queste operazioni. Eppure l’esito delle privatizzazioni fatte nel passato dovrebbe far riflettere. Per Poste Italiane, infine, non possiamo che essere contrariati, alla luce delle voci sulle operazioni di acquisizione che si susseguono, dell’indirizzo di finanziarizzazione di un’Azienda che, in primis, dovrebbe farsi carico di rafforzare e svolgere al meglio i tradizionali servizi di risparmio e quelli del core business postale - i due grandi pilastri delle attività di Poste Italiane - e non di diventare sempre più banca e sempre meno posta.

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