Banche. Spaggiari (First Cisl): su vicenda Carife va garantito il radicamento nella comunità locale

Roma, 2 ottobre 2016. Ieri pomeriggio, presso il Comune di Ferrara, le Segreterie nazionali First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito, Uilca e le RSA della Nuova Carife hanno tenuto una conferenza stampa, per commentare la delicatezza della fase riguardante il processo di vendita della banca, a seguito delle indiscrezioni pubblicate da alcune testate giornalistiche che paventavano l'assenza di acquirenti, ipotizzando addirittura la liquidazione della stessa: voci poi prontamente smentite dal MEF. Le Segreterie Nazionali hanno stigmatizzato il fatto che, pur a fronte di tali inspiegabili e gravi indiscrezioni di stampa, sia perdurata l'assenza di dichiarazioni ufficiali da parte del Dott. Nicastro, tanto da alimentare indirettamente ulteriori preoccupazioni. Alessandro Spaggiari di First Cisl nazionale, ha evidenziato che il protrarsi di questa fase di incertezza e staticità, che dura oramai da anni, deprime gli sforzi messi in atto quotidianamente dal personale nel rapporto con la propria comunità di riferimento. "Un personale- continua Spaggiari - che assieme alle Organizzazioni Sindacali non ha mai fatto mancare il proprio contributo, anche nelle fasi più difficili, nonostante dall'inizio del commissariamento di Carife abbia pagato un prezzo rilevante sul piano occupazionale, che a fine anno raggiungerà un saldo negativo di circa il 30% da sommarsi alle 20 giornate di solidarietà annue non retribuite - le quali appesantiscono ulteriormente una condizione organizzativa già stressata e vengono addensate, di norma, a fine anno: ma perché non eliminarle o diminuirle?- , anche a causa della cronica scopertura di posizioni di vertice assunte ad interim". "È oltremodo inaccettabile - prosegue Spaggiari - che escano sulla stampa dati totalmente infondati e non vi sia alcuna richiesta aziendale di rettifica. In particolare il rapporto di cost-income (rapporto tra costi operativi e margine d'intermediazione) non è il 275% come apparso, ma neppure il 203% come risulterebbe, perché, se togliamo il contributo al Fondo di Risoluzione e al FITD (fondo tutela depositi) di 4,412 mln di euro, che è un costo non ricorrente e non legato all'andamento della banca, ma anche qualche altro costo non "rituale", tale rapporto scenderebbe al 136% e oltre. Non va trascurato, in aggiunta, che tra i costi sono computati anche quelli della gestione commissariale, certamente eccessivi ed eticamente incompatibili, come da noi evidenziato anche alla stessa Banca d'Italia. Nel 2012, è bene puntualizzare, il rapporto di cost-income era al 58 % e quel bilancio fu redatto durante l'ispezione della Banca d'italia. "Riteniamo - conclude Spaggiari - che anche per Carife, nonostante voci ricorrenti contrarie ci siano potenziali acquirenti e manifestazioni d'interesse. Il tipo di banca, la sua collocazione e il radicamento nella propria comunità, rimangono un fattore attrattivo nonostante tutto, perché le banche locali hanno un legame speciale ed una conoscenza unica dei loro mercati e questi ultimi, le PMI e le famiglie trovano in esse interlocuzioni "differenti", anche se la fase attuale del sistema bancario e le innumerevoli criticità conclamate o emergenti aggiungono complessità alle valutazioni dei potenziali acquirenti. Continuiamo a ritenere sbagliato un eventuale "spezzatino" delle quattro Good Bank, così come preferiremmo una proprietà bancaria per ragioni di orientamento alla "mission", ma, oggi, serve soprattutto una soluzione rapida e non avremmo pregiudizi nei confronti di chiunque approcciasse l'acquisto con intenzioni serie a partire dal necessario coinvolgimento strutturale di tutti gli stakeholder: dipendenti in testa. First/Cisl è pronta a raccogliere positivamente la sfida e i dipendenti, ne siamo certi, non mancherebbero di continuare ad offrire il loro qualificato impegno. La proroga temporale concessa dall'Europa offre un margine utile per perfezionare le cessioni che auspichiamo si concludano ben prima della sua scadenza.”

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