Crisi. Furlan: "Serve un Patto sociale per la crescita, lo sviluppo e la qualità del lavoro"

Capri, 21 ottobre 2016 - "Le relazioni industriali sono migliorate sia con l'associazione degli industriali che con le altre parti sociali. Il paese ha bisogno di parti sociali che facciano accordi, contrattino e noi dobbiamo avere l'ambizione di creare un Paese migliore di quello che avevamo prima della crisi, piu' equo e piu' giusto e che punti sulla qualità. E per fare cio’ dobbiamo avere obiettivi condivisi". Lo ha detto la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo a Capri al 31mo convegno dei giovani di Confindustria.

"Insieme possiamo costruire un'Italia piu' competitiva partendo dalla qualita'", ha aggiunto Furlan tornando a ribadire la necessità di una larga intesa . "Per la crescita, lo sviluppo ed anche per la qualità del lavoro, - ha detto - occorre un grande Patto sociale tra chi rappresenta il lavoro, Cgil Cisl Uil, le organizzazioni datoriali, Governo e i governi regionali. Da due anni come Cisl lo chiediamo” perché “abbiamo bisogno di far crescere l'Italia e questo si fa individuando obiettivi comuni e remando insieme per portare il nostro paese fuori dalla crisi. La crescita non si fa con le leggi sul lavoro, si fa con gli investimenti e creando le condizioni per la competitività nelle imprese ed anche nel sistema Paese nel suo complesso. E le parti sociali su questo possono svolgere un ruolo davvero straordinario". La leader della Cisl  si è detta d’accordo con il Presidente di Confindustria, Boccia su questa necessità ed ha colto l’occasione per sollecitarne la realizzazione: “Abbiamo fatto molti passaggi propedeutici per arrivare a questo” ha detto . Non ci serve un modello contrattuale che non metta al centro la produttività e la qualità e non lo chiedete soltanto voi industriali“ ma "è la sfida verso il futuro ed anche la nostra sfida”.

"Attraverso il lavoro si faccia davvero la crescita” ha detto condividendo anche quando espresso dal presidente dei giovani industriali - che nel suo intervento ha teso la mano ai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, per una ripresa effettiva del dialogo.

Quanto alla manovra finanziaria varata dal Governo "ci sono delle cose assolutamente positive che condividiamo fino in fondo" ha ribadito facendo riferimento ad esempio ai sette miliardi sulla previdenza. "Il Governo ha rispettato i patti, è stato più che coerente, l'accordo è finanziato ed era una cosa assolutamente indispensabile". Poi, "altri aspetti assolutamente positivi, come sulla contrattazione di secondo grado per stimolare e fare contrattazione sulla produttività ma anche per rendere più competitive le nostre imprese e rendere più pesanti le buste paga".
"Ma ci sono ancora alcuni nodi - aggiunge Furlan - tra cui il contratto pubblico. Crediamo che oltre che rivedere le risorse per il contratto pubblico, perché quelle stanziate sono cresciute ma sono ancora insufficienti, serva un tavolo di confronto importante sul modello con cui abbiamo rivisto la previdenza. Un tavolo di confronto che conduca ad un accordo importante: il contratto ma anche un nuovo modello di relazioni industriali nel pubblico impiego, e soprattutto allo sblocco della contrattazione del secondo livello; E' il vero nodo per riorganizzare la Pubblica Amministrazione".

Anche sul fisco per la Cisl "va assolutamente attuato" un confronto "sul modello previdenza, quello che ci ha portato a rivedere la legge Fornero. Le parti sociali rappresentano oggi il 95% di quelli che le pagano le tasse, lavoro dipendente e pensionati. Per rivedere il fisco, e va fatto velocemente, chiediamo anche qui un confronto con il Governo che faccia arrivare a una soluzione positiva".

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