Ccnl legno arredo. Feneal, Filca, Fillea: sciopero nazionale il 28 ottobre dei lavoratori del legno per il rinnovo del contratto e la difesa del salario

Roma, 25 ottobre 2016. "Questa settimana deve essere massimo lo sforzo di tutti i nostri dirigenti, Rsu, militanti ed iscritti, per la riuscita dello sciopero dichiarato unitariamente per il prossimo 28 ottobre da FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, in tutte le aziende del legno, mobile, arredo. Obiettivo è portare FederLegno e le sue imprese associate ad una proposta salariale all'altezza delle giuste richieste dei lavoratori". Così dichiarano in una nota Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. "Non accetteremo stravolgimenti su orari e mercato del lavoro – continuano i dirigenti sindacali - difenderemo il secondo livello e la sua funzione di sostegno alla ripresa, difenderemo la funzione di autorità salariale del contratto nazionale, volano per la contrattazione di II livello e vera garanzia per l'80% di quei lavoratori che non hanno contrattazione aziendale. Un aumento salariale giusto, come quello da noi rivendicato, è essenziale non solo per difendere il potere di acquisto dei salari già colpiti dalla crisi e dall'aumento delle imposte nazionali e locali ma anche come leva per rilanciare i consumi interni e spingere le imprese ad investire in innovazione, oltre la leva competitiva della sola compressione del costo del lavoro". "Anche per questo - concludono i leader dei sindacati degli edili – la nostra battaglia è comune a quella che, unitariamente, stanno portando avanti altre categorie, dai tessili al pubblico impiego, fino ai metalmeccanici, in totale oltre 11 milioni di lavoratori ancora senza contratto, certi che comune deve essere l'obiettivo. Siamo pronti a cogliere ogni sfida positiva in termini di innovazione e nuovi bisogni dei lavoratori e delle imprese più serie, ma contrari a far passare surrettiziamente un modello dove i salari siano sganciati dalle dinamiche di settore, contrari allo svilimento della funzione della contrattazione collettiva".

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