Agroalimentare. Fai Cisl: le decisioni del Gruppo Deoleo sullo stabilimento Carapelli sono inaccettabili

Roma, 2 novembre 2016. Fai, Flai e Uila esprimono forte contrarietà per l’inaspettata decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo Deoleo proprietaria dei marchi Carapelli, Sasso e Bertolli, di voler chiudere lo stabilimento Carapelli di Inveruno ponendo in mobilità 98 lavoratori. La scelta della direzione aziendale, è stata comunicata a sorpresa nel corso dell’incontro tenutosi il 28 ottobre a Roma con le Segreterie Nazionali di Fai, Flai e Uila in cui si sarebbe dovuto, invece, discutere dell’andamento del Gruppo a seguito del cambiamento dei vertici. I sindacati ritengono dunque inaccettabili tanto le modalità con cui è stata data la notizia, quanto le richieste avanzate dal gruppo. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di cattiva gestione delle relazioni sindacali da parte della direzione aziendale Deoleo. Con la chiusura dello stabilimento di Inveruno si rischierebbero drammatiche ricadute non solo per l’occupazione, ma anche per il territorio e per la produzione. La decisione di Deoleo infatti, rappresenta un colpo durissimo per i lavoratori del settore agroalimentare italiano e l’ennesimo pezzo di produzione di olio che rischiamo di perdere. Fai, Flai e Uila, auspicano che l’azienda torni indietro sulle scelte intraprese e sappia costruire un percorso volto a mantenere l’occupazione e la produzione del sito di Inveruno. Nel corso dei prossimi giorni, Fai Flai e Uila intraprenderanno iniziative di mobilitazione e di coinvolgimento delle istituzioni locali e nazionali al fine preservare il sito produttivo e il perimetro occupazionale dello stabilimento di Inveruno e scongiurare l’ipotesi prospettata dalla direzione aziendale Deoleo.

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