Lavoro. Petteni: “Dati Istat incoraggianti, ma crescita del lavoro autonomo da monitorare”

Roma, 3 novembre 2016. "A settembre gli occupati crescono di 45 mila unità rispetto ad agosto ed anche su base annua si registra una crescita di 265 mila occupati. Ma, mentre su base annua a crescere sono soprattutto i dipendenti a tempo indeterminato, la crescita dell’ultimo mese è attribuibile agli indipendenti, a fronte di un calo dei dipendenti, soprattutto a termine, con i permanenti che sono stazionari. Il lieve aumento dei disoccupati può attribuirsi al calo degli inattivi, cioè più gente cerca lavoro. Nel complesso lo scenario è incoraggiante , con l’occupazione che continua a crescere anche se a ritmi un poco inferiori al 2015". Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, commentando i dati Istat di oggi sull' occupazione. "Va però tenuta d’occhio la composizione della crescita occupazionale: se la recente crescita del lavoro autonomo, dopo un lungo periodo di calo, è indicativa di una ripresa di iniziativa a fronte di un migliorato clima economica, il dato è senz’altro positivo, attenzione però a monitorare che esso non nasconda un ritorno all’abuso delle Partite Iva e collaborazioni. In attesa dei dati di fine anno che ci aiuteranno a capire meglio, va salutata con favore l’approvazione, per ora solo al Senato, del disegno di legge sul lavoro autonomo che fornisce alcune importanti tutele al lavoro autonomo “genuino”, tutele ancora migliorabili prima del passaggio alla Camera, se Governo e Parlamento lasceranno spazio al confronto con il sindacato. Il quadro va poi completato inserendo nella legge di stabilità la proroga della DisColl, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori. Infine, ai nuovi incentivi all’occupazione che il Governo sta mettendo a punto, va aggiunta la proroga degli incentivi alle assunzioni di lavoratori in mobilità e la proroga dello sgravio contributivo totale nei primi 3 anni di apprendistato per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti. Chiediamo però che dal 2018 si metta mano ad una riduzione a regime del costo del lavoro a tempo indeterminato".

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.