Equitalia. Romani (First Cisl), scrivendo al Presidente della Repubblica sulla situazione Equitalia, auspica una “voce solidale”verso i lavoratori

Roma, 9 novembre 2016. “È un Paese in cui non vorremmo vivere, quello in cui gli evasori fossero considerati vittime e gli esattori aguzzini”: è quanto scrive Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, primo sindacato del settore finanziario italiano, in una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in merito al delicato contesto nel quale si trovano a operare i dipendenti di Equitalia dopo l’emanazione del decreto fiscale da parte del Governo. Il segretario generale di First Cisl spiega che il sindacato ha ritenuto necessario rivolgersi al Capo dello Stato a seguito di quella che definisce “l’intervenuta strumentalizzazione, a danno dei lavoratori e a beneficio solo di un’eventuale fiammata retorica, in merito alle motivazioni della riforma del servizio della riscossione” e delle intimidazioni subite in questi giorni dai lavoratori di Equitalia, auspicando una “voce solidale” che “avrebbe il valore di un risarcimento per l'onorabilità di persone per bene che, con gli strumenti e le modalità disciplinate dalla legge, senza nessuna possibilità discrezionale, hanno cercato negli anni di rendere il miglior servizio possibile al proprio Paese”. Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei dipendenti di Equitalia, il segretario generale di First Cisl ricorda che il testo del decreto fiscale, oltre a non chiarire quale sarà il loro futuro contratto di lavoro, pretenderebbe di sottoporre i lavoratori “pretenderebbe di sottoporli ad una selezione e valutazione delle competenze, che nel contesto sembra rispondere a demagogici intenti vessatori”. Dichiarandosi confidente in una modifica del provvedimento in sede di Commissione, Romani sottolinea come nella stesura attuale si possano “individuare profili di fragilità costituzionale in un provvedimento che costituirebbe un inedito e pericoloso precedente nel mondo del lavoro, introducendo per suo tramite nella prassi la possibilità, per qualunque azienda, di ‘riselezionare’ i propri dipendenti in ogni operazione di cessione d'impresa o di ramo, aggirando le norme sui licenziamenti collettivi e individuali”.

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