Sindacato: Furlan a Renzi: "Non c'è bisogno di leggi sulla rappresentanza sindacale"

1° agosto 2015 - "E' giusto che anche il sindacato, come del resto la politica, debbano cambiare il modello contrattuale e la propria struttura organizzativa, ristabilendo un rapporto di collegamento diretto con i lavoratori e soprattutto con i giovani che noi intendiamo tutelare e rappresentare. Ma per fare questo non occorre una legge sulla rappresentanza come propone il Presidente del Consiglio. Questa è una materia che appartiene alle parti sociali sulla quale stiamo già intervenendo con gli accordi con tutte le associazioni imprenditoriali". E' quanto sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan replicando al Presidente del Consiglio Renzi nel suo intervento a "L'Unità". "Questo non è certo il momento delle polemiche o delle divisioni. Ma vogliamo ricordare al Presidente del Consiglio che il sindacato italiano rappresenta milioni di lavoratori, pensionati, donne, giovani, immigrati e per quello che ci riguarda la Cisl non ha mai fatto mancare il proprio contributo di idee e di proposte, assumendosi responsabilità importanti negli anni della concertazione ed in tutte le trattative dove siamo quotidianamente impegnati per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori a livello nazionale, nelle aziende, nei posti di lavoro e nei territori. Ciò non significa che anche il sindacato non debba modificare radicalmente la sua struttura organizzativa, spostando il baricentro delle sue politiche contrattuali e le risorse umane ed economiche nel territorio, nelle aziende ed in tutti i posti di lavoro. Proprio per questo a novembre la Cisl farà una grande assemblea organizzativa, per ricalibrare tutto il nostro orizzonte sindacale verso una valorizzazione piena della contrattazione aziendale e territoriale, in modo da legare il salario alla maggiore produttività ed alla partecipazione dei lavoratori. Nello stesso tempo occorre puntare con maggiore determinazione sulla contrattazione sociale con gli enti locali per riorganizzare il welfare ed i servizi sociali alla luce dei nuovi bisogni dei cittadini. Questa sarà la nuova frontiera del sindacato. Per questo vogliamo rassicurare il Presidente del Consiglio. Ci sembra davvero singolare che invece di occuparsi dei gravi problemi del paese, a cominciare dalla drammatica situazione del Mezzogiorno, della disoccupazione giunta a livelli davvero preoccupanti come ha denunciato l'Istat ieri, dei problemi della crescita, della politica industriale assente da anni, del piano energetico, delle infrastrutture bloccate da anni di veti, della corruzione imperante, della pressione fiscale giunta ormai a livelli scandalosi, dei salari pubblici e delle pensioni fermi da anni, si parli oggi di regolare per legge la rappresentatività ed il rapporto dei sindacati con i nostri iscritti ed i lavoratori. Tra l'altro, un tema quello della rappresentanza, che appartiene alle parti sociali e sul quale proprio i sindacati e le associazioni imprenditoriali hanno trovato già dei punti importanti di convergenza, regolando in maniera pattizia questa materia così delicata e complessa. Insomma non vorremmo che questo ennesimo attacco gratuito nei confronti di tutto il sindacato sia solo un espediente per cambiare agenda e sfuggire dalle gravi responsabilità di Governo e dai problemi veri del paese sui quali la Cisl è pronta a dare il proprio contributo responsabile attraverso un patto sociale che noi auspichiamo da tempo fra Governo e parti sociali". Ufficio Stampa Cisl,

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