Immigrazione. Anolf Cisl: "Occorre avviare una riflessione seria sulle condizioni dei centri di accoglienza in Italia"

Roma, 2 settembre 2015. Il CARA di Mineo (Catania) rappresenta il luogo più significativo ed emblematico dell'accoglienza dei profughi e richiedenti asilo in Italia. "Il rischio che diventasse una realtà ghetto afferma Mohamed Saady - Presidente Nazionale ANOLF - e teatro di gravi fenomeni di marginalità e degrado sociale sono stati denunciati subito dopo la visita al centro di una delegazione del Forum Nazionale del Terzo Settore della quale fece parte anche il sottoscritto".

"All'interno del centro - continua Saady - convivono decine di etnie dove si parlano lingue e si professano religioni differenti. Uomini, donne, famiglie ammassate, giovani che bivaccano per anni nel pieno della campagna catanese: tutti in attesa di quel pezzo di carta che riconosca loro lo status di rifugiato".

"Così concepiti, i Centri di accoglienza non possono essere la soluzione - prosegue Saady - ma possono diventare un potenziale altro problema. Diventano, infatti, grandi spazi di raccolta per numeri molto ampi di persone, che si trovano però sempre ad una certa distanza dai centri abitati. L'integrazione ed una accoglienza degna di questo nome non ci sembrano essere garantite, è urgente realizzare micro strutture di accoglienza creando condizioni di maggiore umanità e più gestibili".

"Abbiamo bisogno di costruire un nuovo paradigma dell'accoglienza - conclude Saady - il Governo prenda coraggio e chiuda con i Cara simbolo di un'accoglienza mancata. In Italia ci sono delle questioni urgenti da affrontare, come ad esempio, ricomporre l'accoglienza in un sistema unico nazionale a prescindere dall'entità dei flussi migratori e accelerare le decisioni del vertice UE - Africa previsto per fine novembre a Malta di creare centri di accoglienza nei paesi di transito gestiti dall'UNHCR assieme alle ONG, in modo da consentire a chi ha diritto di asilo di presentare domanda e non rischiare di essere incluso nella tratta degli esseri umani, andando incontro a morte certa".

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.