Cisl. Furlan: "Crescono gli iscritti"

Reggio Emilia, 27 maggio 2015. "La Cisl continua a registrare nuovi iscritti, nella misura di "diverse decine di migliaia". Lo ha detto il Segretario generale, Annamaria Furlan, nel suo intervento all'assemblea straordinaria di Cisl di Reggio Emilia e di Modena per la fusione che dara' vita a Cisl Emilia Centrale. Per Furlan occorre "riformare la composizione dei nostri organismi" anche per convincere i giovani a "fare esperienza sindacale come è stato per tanti negli anni '70, '80 e in parte '90". Oggi "molti ci ricordano che anche il sindacato ha una sua crisi di rappresentanza. E vero solo in modo parziale. Se guardiamo al nostro tesseramento - ha spiegato il segretario della Cisl - dobbiamo dire che 'per niente', anzi è vero il contrario". Infatti "noi continuiamo a crescere nei lavoratori del pubblico, come nel privato e nei servizi"."Anche quest'anno abbiamo avuto categorie che sono cresciute diverse migliaia - ha aggiunto - che messe insieme diventano decine di migliaia, nei servizi, come nel pubblico in particolare la scuola e nell'industria".
Se cresce il numero degli iscritti alla Cisl "cala il nostro consenso, complessivamente come sindacato, nell'opinione pubblica - ha evidenziato Furlan -. Questi sono due elementi contradditori: cresce la rappresentanza, gli iscritti, ma cala l'opinione sulla qualità e il ruolo del sindacato". E "da tempo avremmo dovuto capire e fare azioni per cambiare tutto questo". Il segretario della Cisl, nel suo intervento, ha ricordato una recente statistica secondo la quale il 57% degli italiani riconosce valore sociale al terzo settore, il 20% agli imprenditori e il 15% ai sindacalisti. "Questo ci deve portare a
recuperare con forza il ruolo sociale dei sindacato sui grandi termi del cambiamento perché noi abbiamo grandi proposte - ha detto Furlan -. Guai se veniamo intesi nell'opinione pubblica solo come un fattore di freno, di contestazione e non di
proposta. Il conflitto quando serve lo sappiamo esercitare nelle sue forme sindacali, democratiche conosciute dalla legge. Ma se non sappiamo portare la proposta veniamo letti dall'opinione pubblica, come un elemento di freno del cambia mento. Ci fa male affrotnare questi temi, ma prima lo facciamo meglio è".

E facendo riferimento all'idea del Presidente del Consiglio sul sindacato unico, Furlan tiene a precisare: "Credo che il nostro premier conosca poco la storia e l'attualita' del nostro sindacato italiano che e' pluralista e ha tre grandi centrali confederali". A volte, prosegue Furlan, "facciamo azioni compatte, altre volte abbiamo posizioni distinte". Ma questo, "e' il pluralismo e la democrazia che va assolutamente non solo salvaguardata ma anche riconosciuta".

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