Lavoro. Furlan, contrattare significa assumersi le proprie responsabilità per cambiare il Paese

Riccione, 18 novembre 2015.  "Nella legge di stabilita' gli investimenti sono purtroppo insufficienti per pensare che la ripresa possa irrobustirsi". Lo ha sottolineato la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan intervenuta alla tavola rotonda della Cisl "Quale futuro per il nostro Paese? Quale ruolo delle parti sociali?"  insieme al Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi ed il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta. "La lezione di Draghi è stata compresa prima dai sindacati che dai governanti" ha detto Furlan: “Draghi ha rafforzato la politica espansiva della Bce perché ha intravisto i segnali di rallentamento della Cina e dei paesi emergenti. Siccome la politica monetaria non può fare tutto, tocca alla politica creare le condizioni necessarie al rafforzamento dell’economia reale. Per questo bisogna avviare la rottamazione del Fiscal Compact e puntare su un Investment Compact: da solo il piano Juncker è troppo debole”.
Sulla riforma della contrattazione, Furlan ha sottolineato che "non è solo una questione di vitale importanza per le associazioni di rappresentanza, ma oggi più che mai si presenta come uno degli ingredienti necessari alla ripresa. Contrattare significa assumersi le proprie responsabilità per alzare la produttivita' sia nel settore privato sia per cambiare anche la pubblica amministrazione. Gia' dalla prossima settimana inizieremo a lavorarci ovviamente con Cgil e Uil perche' vogliamo offrire al paese un nuovo modello che renda ancora piu' competitive le nostre imprese e piu' pesanti le busta paga dei lavoratori. Credo che sulla contrattazione sia davvero necessario che le tre piu' grandi organizzazioni sindacali trovino una sintesi da confrontare ovvianente con Confindustria e con le altre associazioni datoriali". Furlan ha poi criticato il taglio previsto dalla legge di stabilita' ai finanziamenti per i Caf e Patronati che "colpiranno solo i piu' deboli della societa, cioe' lavoratori e pensionati che sono i primi contribuenti italiani. Speriamo in un ripensamento dal Governo e dal Parlamento che invece dovrebbe pensare a definire i criteri di qualita' dei patronati e dei servizi ai cittadini".

"La riforma della contrattazione è fondamentale e ci state lavorando. Ma non credo che l'unanimità sia da questo punto di vista il metro di misura per decidere se si va avanti o meno. Bisogna andare avanti con chi ci crede". Arriva dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, ex sindacalista Cisl, l'incoraggiamento alla confederazione di Annamaria Furlan e a Confindustria, ad andare avanti comunque sulla trattativa per la riforma del modello contrattuale su cui la Cgil ha espresso più volte i suoi dubbi.
 
Ed il Presidente Squinzi  ha dichiarato come, sul fronte contrattuale, Confindustria sia disponibile “a portare avanti questo confronto per arrivare a una soluzione vera perché è nell'interesse del Paese. Non sarà certo Confindustria a tirarsi indietro, come non si è mai tirata indietro” ed ha aggiunto "Con la mia presenza qui volevo testimoniare che il rapporto tra Confindustria e Cisl è sempre stato costruttivo: la Cisl è l'unico sindacato che ha continuato a colloquiare con noi mentre altri sindacati si sono defilati, era un po' mio dovere essere qui a colloquiare di persona". 
 

 

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