Pensioni. Furlan, insieme ai delegati per spiegare la nostra contro-riforma

Roma, 16 dicembre 2015. “Il risultato del 2015 alza dubbi fondati sulla crescita del PIL all'1,6% per il 2016, confermato dal Governo nella sua Nota di aggiornamento al DEF di ottobre. Con tutte le conseguenze sull'equilibrio dei conti pubblici e sul rapporto con l'Europa che si regge su tali previsioni”. Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan a Roma nel corso della sua relazione al Consiglio Generale della Cisl.
“Il Governo dovrebbe assumere come priorità un piano strategico di politica industriale che manca completamente al paese e che non contrasta preoccupanti disimpegni industriali in settori strategici, vedi il caso ENI per tutti”, ha affermato la Furlan. “La crescita dipende dagli investimenti pubblici, l'unica leva in grado di rimettere in moto l'investimento privato aggiuntivo. L'errore nel quale il Governo continua a perseverare risiede nella convinzione che il fattore propulsivo della crescita sia l'incentivo fiscale all'investimento privato, anziché l'investimento pubblico diretto che attiva l'investimento privato. La latitanza dell'investimento pubblico e la contrazione della spesa in conto capitale, che dura da molto tempo, è la conseguenza dell'incapacità di ridurre la spesa corrente improduttiva e clientelare. I ripetuti fallimenti dei tentativi di spending review (da Cottarelli a Perotti) ne sono la deludente conferma. La Furlan ha altresì aggiunto che la CISL resta, con intransigenza, critica sull'indisponibilità del Governo a riformare la Legge Fornero ed introdurre la flessibilità di accesso alla pensione. “Su questo punto non intendiamo abbassare la guardia e per questo domani abbiamo organizzato tre importanti Assemblee dei delegati con CGIL e UIL a Torino, Firenze e Bari. I primi protagonisti della contro-riforma che noi vogliamo fortemente sono le delegate ed i delegati dei posti di lavoro. Coinvolgere loro è indispensabile per far diventare davvero la nostra proposta quella di tutto il mondo del lavoro. Vogliamo aprire un tavolo serio di confronto con il Governo. E’ sotto gli occhi di tutti come la riforma Fornero sia stata dannosa per i lavoratori e anche per le imprese”.  
Sulla riforma del sistema contrattuale, Furlan ha ricordato come la ricerca di una sintesi unitaria con CGIL e UIL sul modello contrattuale stia facendo passi avanti. “È cambiato il livello di consapevolezza. Finalmente sembra che tutti stiano comprendendo ciò che la CISL va ripetendo da molto tempo: un intervento di legge sulla rappresentanza, sul modello contrattuale e sul salario minimo smonterebbe il sistema di relazioni industriali, balcanizzerebbe i settori produttivi, atomizzerebbe la contrattazione, con effetti gravissimi di dumping sociale per i lavoratori e di concorrenza sleale per le imprese. Non si può pensare di sostituire la contrattazione con un rapporto diretto tra azienda e lavoratori.La perdita di ruolo e la marginalizzazione delle Parti Sociali e dei corpi intermedi aprirebbero uno scenario di regressione della democrazia e di sudditanza del lavoro. È questa consapevolezza che ha rilanciato il dialogo e rafforzato la volontà di trovare una sintesi unitaria. Stiamo lavorando ad una proposta non di piccolo cabotaggio e di ordinaria manutenzione dell'Accordo del 22 gennaio 2009. Stiamo provando a pensare un sistema di relazioni industriali adeguato ai tempi. Ognuno comprende il grande sforzo che la CISL sta producendo e la posta in gioco”, ha sottolineato la leader della Cisl.

Cambiare le pensioni. Dare lavoro ai giovani. Adesso!

 

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