Osservatorio Cisl sulla Contrattazione di 2° livello (OCSEL): dallo studio Cisl nel 2015 crescono accordi su salario, orari, welfare aziendale

16 Aprile 2016 - Il 77% dei contratti di secondo livello nel 2012-2015 riguarda crisi aziendali. Ma nel 2015 crescono accordi su salario, orari, welfare aziendale. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio Cisl sulla Contrattazione di secondo livello (OCSEL) diffusi stamani dalla Confederazione di Via Po.

"Ci auguriamo - sottolinea il Segretario confederale Cisl Gigi Petteni illustrando lo studio curato dalla Cisl - che il governo voglia agevolare questo percorso con decreto sulla detassazione dei premi di risultato e del welfare contrattuale. In tema di rinnovo del modello contrattuale, - prosegue Petteni - aspettiamo di sapere quale tipo di intervento il governo voglia fare. Se lo spirito è quello del Decreto sulla detassazione dei premi di risultato e del welfare contrattuale, siamo nella direzione giusta- Si tratta cioè di dare una cornice di sostegno alla promozione della contrattazione di secondo livello orientata alla produttività attraverso la valorizzazione del lavoro. Questo - tiene a ricordare il Segretario confederale - è anche un obiettivo del nuovo modello di relazioni industriali contenuto nella proposta unitaria di CGIL CISL UIL. Ci aspettiamo, quindi, misure non invasive e lesive dell’autonomia delle parti sociali e che non intacchino la natura di sistema delle relazioni industriali. Un sistema dove il contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello devono avere ruoli finalizzati ben distinti e non sovrapposti".

"Sulla nostra proposta – continua Petteni – si sono già aperti molti tavoli ed altri se ne stanno per aprire. Siamo, quindi, ben oltre le dichiarazioni di buona volontà. Ci auguriamo che il governo voglia agevolare questo percorso. “Interromperlo o renderlo più difficile con misure contraddittorie rispetto a quelle del decreto sulla detassazione – conclude Petteni – significherebbe bruciare questo “momento magico” per la contrattazione e sprecare un’opportunità per il recupero di produttività e di crescita economica e sociale”.

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