Pensioni. Furlan: "Sempre in attesa che il Governo ci convochi. Il sindacato è pronto per un confronto"

11 maggio 2016- “E’ importantissimo che si affronti il tema delle pensioni, in particolare che si parli di flessibilità in uscita”. E’ tornata a ribadirlo la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta oggi a Rimini ad un incontro con i delegati della Cisl Romagna. “E' positivo che il Governo abbia capito che la riforma Fornero vada cambiata. Non era scontato che si andasse oltre gli annunci cui questo Governo ci ha abituati. Altrettanto positivo e' che sia stato annunciato dal Presidente Renzi che ci sara' un confronto sul tema delle pensioni con le parti sociali, visto che gli azionisti dell'Inps sono proprio le imprese ed i lavoratori. Aspettiamo la convocazione del Governo. Noi siamo pronti a questo confronto tanto che come Cgil Cisl Uil abbiamo presentato una nostra piattaforma sui temi previdenziali in cui immaginiamo una riforma che abbia un respiro piu' ampio ed una sua strutturalita', allargando la fascia della flessibilita' in uscita non limitata ai lavoratori nati nei primi anni cinquanta. La nostra proposta e' che quando un lavoratore ha raggiunto i 62 anni o 41 anni di contributi possa andare in pensione. E' chiaro che stiamo parlando di ipotesi che abbiamo appreso dai giornali, ma bisogna stare molto attenti a parlare di penalizzazioni con l'attuale livello dei salari e con le pensioni medie degli italiani che non arrivano a mille euro. Sotto una certa cifra la penalita' non e' sostenibile. Il quanto ed il come fa la differenza. Va chiarito poi quale sara' il ruolo delle imprese in questo processo e soprattutto che cosa ci metteranno le banche che guadagnando una quota di interessi dovrebbero essere chiamate secondo noi a dare un contributo, un chip di solidarieta'. Sarebbe anche un modo per le banche per ristabilire un rapporto di fiducia con i cittadini. Noi siamo consapevoli delle difficolta' economiche del paese ma altrettanto consapevoli che la gente non ce la fa piu'. Per questo e' il momento che il governo ci convochi, presenti una sua proposta puntuale e si confronti con le parti sociali perché in questo paese non se ne può più dell’ allungamento spropositato dell’ età pensionabile, a prescindere dal lavoro che si fa. In dieci giorni sono morti 3 lavoratori edili con una età non più giovanissima. E’ evidente che c'e' un nesso perche' per certi lavori proseguire troppo a lungo non è possibile”. Furlan ha poi parlato anche della flessibilita' concessa dall'Europa al nostro paese sostenendo che "questo non basta perche' e' l’Europa del fiscal compact che non regge più. Abbiamo bisogno dell’ Europa della crescita, dello sviluppo e del lavoro. Ma dobbiamo coniugare anche le doverose politiche dell'accoglienza nei confronti dei profughi e dei migranti con la cooperazione internazionale e con gli investimenti solidali in particolare in Africa, proprio in quella parte del mondo che pregiudica la convivenza pacifica anche in Europa. Furlan ha poi ricordato a propositi del Jobs act e della decontribuzione che " i nuovi posti di lavoro si creano con le politiche della crescita e con gli investimenti, puntando sulle infrastrutture immateriali e materiali, sull'innovazione e la ricerca. Basta pensare ai ritardi del nostro paese sulla banda larga o alle ferrovie del Sud che sono ancora ai tempi dei Borboni. La competitivita' si fa alzando la qualita' dei prodotti e con la partecipazione dei lavoratori. Ma senza infrastratture ed innovazione saremo sempre in ritardo. Spero che il nuovo Ministro Calenda, oltre ad occuparsi subito delle tante vertenze industriali aperte al Mise affronti con le parti sociali anche questi temi così importanti per la crescita complessiva del paese".

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