Dialogo interreligioso. Furlan:"Integrazione significa stare insieme. La Cisl è un esempio concreto"

17 maggio 2016- "La Cisl e' una organizzazione laica che ha migliaia di iscritti di religione musulmana. Anche per questo noi stiamo dedicando come sindacato molta attenzione al tema dell'integrazione e delle politiche contrattuali necessarie a tutelare i diritti e rappresentare i bisogni di tanti immigrati che vivono e lavorano nel nostro paese. Siamo un esempio concreto di come si possa fare integrazione e favorire il dialogo multietnico e multireligioso nel nostro paese". Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan nel corso della sua visita alla Moschea di Roma (la più grande d'Europa), dove ha incontrato il Vice presidente del Centro Culturale Islamico, Ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyou ed il Segretario Generale, Reduan Abdellah. La Furlan, che era accompagnata nella sua sua visita dal Presidente dell'Anolf Cisl, Mohamed Saady, ha ricordato l'impegno della Cisl per "costruire un sindacato pluralista e multietnico sotto tutti i punti di vista, rafforzando l'Anolf e garantendo dal prossimo Congresso la presenza delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati in tutti gli organismi della Cisl. "Credo che sia questo un modo concreto per creare un futuro di speranza e di pace, in un momento in cui siamo molto preoccupati per un' Europa attraversata da movimenti xenofobi e populistici", ha detto la leader della Cisl. "Integrazione non significa abbandonare la propria cultura. Al contrario bisogna favorire le ragioni del dialogo perchè quando ci si conosce si impara soprattutto a condividere gli aspetti comuni che uniscono le persone al di là della loro nazionalità o religione. Nel coso del suo intervento, la Furlan ha insistito sul tema della centralità della formazione e della scuola "che è uno strumento formidabile per la diffusione di una cultura dell'integrazione, insieme al ruolo del lavoro e della contrattazione per coniugare meglio i diritti ed i bisogni dei lavoratori immigrati con le esigenze delle imprese". L'Italia è un paese di migranti", ha sottolineato la Furlan, "ciascuno di noi ha avuto un parente nella propria famiglia che è dovuto emigrare per cercare lavoro. Per questo tutti siamo chiamati a dare un contributo al processo di accoglienza pacifica ed all'opportunità di un futuro migliore a tutti quelli che scappano dalla guerra, dalla fame e dalle persecuzioni". Gli esponenti del Centro Culturale Islamico, "divenuto oggi un punto di riferimento per tutti i Musulmani d'Italia", hanno ringraziato la Cisl per l'incontro ed hanno ribadito l'importanza di riconoscere i diritti civili e la libertà religiosa nel nostro paese, insieme alla necessità di regolare meglio i rapporti tra la comunità islamica e lo stato italiano.

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.