Lavoro Furlan: “Occorre una svolta nei contratti e nelle relazioni industriali"

30 giugno 2015- "Condividiamo i concetti espressi oggi dal presidente di Confindustria, Squinzi. In questa fase tocca alle imprese ed ai sindacati ridisegnare le regole contrattuali e le relazioni industriali per avviare una stagione di crescita e di sviluppo nel nostro paese". E' quanto sottolinea il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan accogliendo l'appello che il presidente di Confindustria , Giorgio Squinzi ha rivolto stamani ai sindacati dall'assemblea degli industriali di Brescia per una nuova stagione di regole all'altezza delle sfide nel mercato del lavoro.

"La Cisl ha detto con chiarezza di essere pronta ad aprire un confronto costruttivo con le associazioni imprenditoriale per favorire quella svolta necessaria nelle relazioni sindacali nel segno di una maggiore partecipazione dei lavoratori e di una più ampia condivisione delle scelte aziendali. Questa esigenza è oggi tanto più necessaria se non vogliamo sciupare i pur timidi segnali di ripresa della nostra economia, anche grazie al calo dei costi dell'energia ed agli interventi anti recessivi della Bce. La decontribuzione e la defiscalizzazione del lavoro, previste dall'ultima legge di stabilità, indubbiamente, hanno reso più vantaggioso il contratto a tempo indeterminato dopo tanti anni di rapporti di lavoro flessibili, precari, mal retribuiti e mal tutelati. Ma tutto questo non basta a rimettere in moto un Paese fermo da tanti anni. Oggi la sfida è aumentare la produttività, far crescere i salari ed i consumi, adattare la contrattazione alle esigenze di innovazione tecnologica, maggiore competitività e qualità. Senza trascurare l'importanza del welfare contrattuale che va valorizzato ancora di più negli accordi tra imprese e sindacati. Ma anche il Governo ha un compito fondamentale: deve detassare la contrattazione di 2° livello legata alla produttività, in modo da aumentare i salari e dare un impulso positivo a tutta l'economia italiana. Su questi temi bisogna aprire una discussione proficua per un patto sulla crescita in cui ciascuno dei soggetti faccia la propria parte per cambiare il paese, favorire gli investimenti e far crescere l'occupazione ed i salari".

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