Emergenza migranti. "Dobbiamo saper integrare i profughi e rilanciare i valori della coesione. L'Europa apra le braccia"

Roma, 16 giugno 2016. "L'Unione Europea deve cambiare e accogliere l'appello di Papa Francesco sull'accoglienza e l'integrazione dei popoli". Questo il messaggio di Annamaria Furlan durante l'incontro di ieri a Roma, promosso dalla Ces (Confederazione europea dei sindacati) con il sostegno delle tre sigle sindacali italiane Cgil, Cisl e Uil, e alla quale hanno partecipato sindacalisti di 22 paesi, su flussi migratori e diritti dei richiedenti asilo.
"L'Europa in realtà -ha proseguito Furlan- non si è aperta ai migranti. L'accoglienza è stat dimostrata da tanti paesi più poveri dell'Europa, quelli che fino a qualche anno fa definivamo come "il terzo mondo" ma che più dell'Europa hanno aperto le braccia e le frontiere ai migranti. Bisogna cambiare profondamente l'Europa e riconoscere innanzitutto nei migranti, nei profughi, un fratello e una sorella che scappa da una morte certa. E' per questo inaccettabile l'atteggiamento europeo"."Comunque - ha aggiunto Furlan intervistata a margine dell'incontro- qualcosa sta cambiando: il Governo italiano ha dimostrato un'apertura ben diversa rispetto agli altri paesi europei ma c'è bisogno che tutta l'Europa cambi".

I partecipanti alla conferenza,  sindacalisti di 22 paesi, fra cui i segretari Generali di Cgt (Francia), Philippe Martinez, Ccoo (Spagna), Ignazio Toxo, e il presidente della Ces e della Fgtb (Belgio), Rudy De Leeuw,  hanno ribadito il sostegno dei sindacati alle risposte umanitarie che l'Europa darà ai tanti uomini, donne e bambini che cercano rifugio nell'Ue fuggendo da teatri di guerra. In particolare, hanno sottolineato che i sindacalisti europei esortano l'Ue e i suoi Stati membri a: sostenere persone e organizzazioni che si impegnano per dare ai richiedenti asilo una vita sicura e dignitosa in Europa; stanziare finanziamenti Ue per i paesi che accolgono i rifugiati; offrire canali sicuri e legali ai richiedenti asilo, interrompendo i pagamenti alla Turchia effettuati per sottrarsi ai propri obblighi internazionali. E ancora: integrare i rifugiati nel mercato del lavoro, garantendo parità di condizioni e di retribuzione per i lavoratori locali e gli altri lavoratori; investire nei servizi pubblici e nella crescita economica a vantaggio delle comunità locali e di tutte le persone, indipendentemente dalla loro nazionalità.Luca Visentini, segretario generale della Ces, intervenendo a Roma, ha detto: ''Il numero di morti nel mar Mediterraneo quest'anno, e negli anni passati, è raccapricciante. I rifugiati devono essere ospitati, reinsediati e trasferiti grazie a una vera collaborazione fra tutti gli Stati membri dell'Ue. I paesi dell'Ue non possono semplicemente chiudere la loro porta e lasciare che siano gli altri paesi a risolvere il problema''.

 

Leggi anche:

 

 

 

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.