PENSIONI Cisl: "Dal Governo risposta insufficiente. Occorre una soluzione equa e sostenibile sul piano sociale"

Vicenza, 19 maggio 2015 - "Come Cisl abbiamo chiesto di iniziare dai più deboli, dagli anziani che hanno davvero pensioni basse e che purtroppo sono la maggioranza di questo Paese. Siamo in un Paese dove oltre il 50% dei pensionati è sotto gli 800 euro al mese. Per mettere a posto tutto, pensionati poveri e pensionati ricchi, oltre ad una manovra finanziaria occorrerebbero piu' di 15 miliardi". Così il Segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla questione dei rimborsi ai pensionati dopo la sentenza della Corte Costituzionale. "A suo tempo - ha ricordato la leader della Cisl - avevamo detto che questo provvedimento aveva grossi problemi di costituzionalità ma poiché allora la priorità era mettere velocemente a posto il minimo di quello che era dovuto dei conti pubblici per non incorrere in gravissime infrazioni europee, il fatto che fosse costituzionale o no non ha contato molto. Lo hanno fatto e basta e non l'hanno fatto sulle pensioni alte". "Il Governo dice che di fronte ad un problema è corretto dare una risposta" osserva dalla sua il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli precisando che "attraverso il confronto con le Parti sociali, ancora una volta disatteso, si sarebbero potute trovare soluzioni eque e socialmente giuste, dando priorità alle pensioni medio basse, pur lasciando fuori i trattamenti di importo molto elevato. La risposta del Governo, invece, è inadeguata ed insufficiente" sottolinea ancora commentando le soluzioni annunciate dal Governo per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'inammissibilità del blocco delle perequazioni al costo della vita introdotto dalla legge Fornero. "Il provvedimento annunciato - spiega Petriccioli - offre una copertura parziale e limitata alle pensioni fino a 6 volte il trattamento minimo Inps (poco più di 2.000 euro netti mensili) e restituisce, in media, con il bonus Poletti di 500 euro, solo 1/6 degli arretrati complessivamente dovuti. La ricostituzione delle pensioni rimane anch'essa limitata e non consente, neanche dal 2014 in poi, di recuperare la perdita del potere di acquisto determinatasi a seguito delle norme della legge Fornero. Ancora una volta dispiace constatare che il Governo, in sintonia con i provvedimenti varati dal Governo Monti, disattende il confronto con le Parti sociali e non riesce ad individuare una soluzione equa e sostenibile sul piano sociale", ha concluso Petriccioli. Anche la Federazione dei Pensionati della Cisl attacca duramente quanto scaturito dal Cdm:"Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri non è assolutamente rispettoso della sentenza della Consulta" si legge in una nota. Il cosiddetto 'bonus Poletti'è offensivo nei riguardi dei diritti dei pensionati che vogliono avere, non un regalo ma una giusta restituzione di quanto illegittimamente trattenuto negli anni 2012-2013 ai danni delle loro pensioni. Le dichiarazioni del presidente Renzi sono immorali ed inaccettabili in quanto non fanno altro che contrapporre i problemi della povertà ai giusti diritti dei pensionati, diritti costituzionalmente garantiti, caricando le difficoltà derivanti dalla crisi solo su una parte della popolazione. La Fnp Cisl ribadisce che, prima ancora di affrontare la questione del rimborso degli arretrati, è necessario ricostituire le pensioni sulla base della legge Prodi, per cui continuiamo ad invitare il governo a convocarci immediatamente. Se ciò non avverrà, saremo costretti, come già anticipato, a dare il via a varie mobilitazioni in tutta Italia al fine di vedere riconosciuti i diritti di quanti oggi sono stati offesi dalle parole del presidente del Consiglio".

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