Governo. Bonanni: "Mi aspetto una discussione che punti a riattivare l'economia" Così il Segretario Generale della Cisl in vista dell'incontro di oggi pomeriggio tra il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e parti sociali. Roma, 22 maggio 2013. "Mi aspetto una discussione che punti a riattivare l'economia, abbassando le tasse, riducendo la spesa corrente, per quanto riguarda gli sprechi e le inefficienze. Mi aspetto di aggredire fortemente tutti i nodi che bloccano le energie, che bloccano le infrastrutture , che bloccano una giustizia rapida ed i servizi comuni, mi aspetto che sia dia un sostegno all'occupazione forzandola, soprattutto quella giovanile". Lo ha dichiarato stamani ai microfoni de "L'Economia prima di tutto" del Gr 1 il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni in vista dell'incontro di oggi pomeriggio tra il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e parti sociali. E la prima manovra che dovrà fare il governo, per il Segretario generale della Cisl è l'abbattimento fiscale: "Con tasse così alte le famiglie sono strangolate e non spendono. Non spendendo le merci non vengono acquistate e di conseguenza le aziende chiudono, i lavoratori poi vengono licenziati, vanno in cassa integrazione. Anziché produrre ricchezza si producono costi. Questa storia non può andare; è la prima questione in assoluto, non esiste un'economia più vivace senza agire sulla questione fiscale". Quanto al tema pensioni Bonanni ritiene si debba riprendere la discussione "su ciò che è stato tranciato violentemente con la riforma Fornero, dobbiamo distinguere tra persone e persone. Non tutte le persone possono rimanere fino a tardi a lavorare, questo va calcolato, e poi chi resta deve avere comunque dei sostegni, bisogna mettere a loro disposizione delle tecniche come ad esempio la staffetta generazionale, che noi abbiamo già stabilito col contratto di lavoro dei chimici e cioè quello di lavorare qualche ora di meno. I contributi della persona anziana che resta a lavorare - osserva - vanno a carico dello stato e le ore in meno possono essere utilizzate per nuove assunzioni di giovani che a quel punto vengono anche tutelati dall'anziano, un vero e proprio 'tutor' che trasmette conoscenze, esperienze, professionalità. Per fare questo il governo non può uscirsene dicendo 'a costo zero' perché sa perfettamente che non è a costo zero e d'altronde se non si facesse così, aumenteremmo gli esodati ed i costi sarebbero ancora più alti. Basta con le parole d'ordine che non hanno alcun senso". E ha concluso auspicando che la ritrovata unità sindacale abbia un peso sulle scelte del Governo: "Spero che il governo voglia davvero collaborare, non pensiamo affatto di dargli delega, di disegnare riforme qui è lì a scavalco delle parti sociali".
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