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Sciopero pubblico impiego 1° dicembre 2014

Le iniziative sul territorio

Milano, 28 novembre 2014. Scendono in piazza lunedì prossimo, 1 Dicembre, i lavoratori di scuola e pubblico impiego per lo sciopero nazionale proclamato dalla Cisl. Chiedono il rinnovo del contratto nazionale scaduto da ormai 6 anni, alla luce anche dell'infruttuoso incontro col Governo del 17 novembre scorso.

Le iniziative nei territori:


A Firenze e Prato sono previsti due presidi davanti alle rispettive Prefetture: a Firenze in via Cavour dalle 11 alle 13, a Prato in via Cairoli dalle 10,30 alle 12,30. Oltre a chiedere il rinnovo del contratto, i lavoratori denunciano l'inefficienza organizzativa della pubblica amministrazione, gli sprechi nella gestione affiancati a tagli senza criterio, la mancanza di innovazione e di qualità, che meritano i cittadini ma anche chi nel settore pubblico lavora. La macchina pubblica va riformata a fondo, ma per farlo servono politiche serie, non bastano gli annunci e gli spot del Governo.
"In un Paese che dice di voler puntare sul futuro -sottolinea Mauro Spotti, Segretario della CISL-FP di Firenze e Prato- il lavoro pubblico è una risorsa, oggi svilita a causa di poteri e interessi contro i quali il Governo Renzi si ferma e gioca a dividere per il suo personale consenso, non per il bene del Paese. La situazione peggiora ogni giorno. Quello di lunedì non sarà solo uno sciopero, ma una giornata di mobilitazione sociale, per informare i cittadini dei rischi che corrono di vedersi tagliati i servizi, per via di un Governo che non sta affrontando i nodi e le inefficienze vere della macchina pubblica."
"Da troppi anni -afferma Antonella Velani, segretaria della CISL SCUOLA di Firenze e Prato- i lavoratori della scuola attendono il rinnovo di un contratto che tutti i governi hanno disatteso. Dopo l'ennesimo rifiuto ad aprire un tavolo di discussione l'unica risposta è lo sciopero della categoria, unito a quello di tutti gli altri dipendenti del settore pubblico che vivono lo stesso disagio. Mi auguro che la partecipazione sia ampia perché un segnale forte come una intera giornata di sciopero serva davvero a richiamare l'attenzione sui problemi irrisolti che la scuola affronta da anni con le sole forze dei lavoratori nel totale disinteresse governativo. Tutti i governi riconoscono l'importanza della scuola, ma nessuno affronta davvero il disagio profondo che la attraversa."
Solo in provincia di Firenze sono circa 40 mila i lavoratori coinvolti: Oltre 7.500 in sanità pubblica, circa 9.000 nelle autonomie locali (Comuni, Province, Regione e Agenzie), 4.500 nelle strutture dei Ministeri e delle Agenzie fiscali, oltre 650 negli Enti pubblici non economici (Inps, Inail e uffici di riferimento), circa 16 mila della Scuola (docenti e personale ATA), cui si sommano le diverse migliaia di lavoratori della sanità e del settore socio sanitario privato.
In Toscana sono previste iniziative in mattinata anche davanti alle Prefetture di Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca e Pistoia. A Pisa appuntamento in piazza del Comune dalle 10 alle 12, a Massa Carrara in mattinata in piazza Aranci. A Siena non sono previste manifestazioni a causa della concomitanza con la festa di Sant'Ansano, patrono della città.

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In Basilicata è in programma un presidio a Potenza nei pressi del palazzo della giunta regionale a partire dalle 9. Stamane a Potenza conferenza stampa di presentazione per illustrare nel dettaglio le ragioni dello sciopero.

"Lo strumento dello sciopero - ha detto in apertura il segretario della Cisl Basilicata, Nino Falotico - va usato come extrema ratio. La Cisl non fa scioperi politici dagli obiettivi generici, ma sciopera sui problemi specifici. Il mancato rinnovo da ben sei anni dei contratti pubblici è un problema specifico che riguarda milioni di lavoratori e lavoratrici e rappresenta una buona ragione per scioperare". "Scioperiamo per il rinnovo dei contratti e perché vogliamo liberare il paese dagli sprechi di matrice politica", ha aggiunto il segretario generale della Cisl Fp Basilicata, Giuseppe Bollettino, che ha anche lanciato la sfida al governo sulla riforma della pubblica amministrazione "per dare più dignità al lavoro pubblico".

Luigi Errico della Cisl Scuola ha evidenziato che "la scuola ha bisogno di investimenti perché istruzione, università e ricerca sono le leve per lo sviluppo del paese". Giovanni Sarli, segretario interregionale della Cisl Fp ha rimarcato che "gli organici di molte pubbliche amministrazioni, compreso il Comune di Potenza, sono sottodimensionati rispetto alla mole di servizi da offrire ai cittadini. I politici dovrebbero aderire allo sciopero perché è interesse anche della politica che i propri collaboratori guadagnino il giusto e siano riconosciuti come una risorsa fondamentale per la società".

Dello stesso tenore gli interventi dei rappresentanti delle altre categorie sindacali (Antonio Picierni, Cisl Medici; Rocco Scarangella, Fns Cisl; Francesco Faggella, Cisl Università; Nicola Afflitto, Fir Cisl; Franco Galgano, Snals-Confsal) che hanno lamentato, tra l'altro, la riduzione del 10 per cento del potere di acquisto dei dipendenti pubblici e il continuo ricorso agli straordinari per sopperire alle carenze di organico.

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A Torino la protesta Cisl si svolgerà dalle ore 10 alle ore 13 di lunedì 1° dicembre, in piazza Palazzo di Città, davanti al Comune, con la partecipazione di tutte le categorie interessate. Nel capoluogo piemontese e nella provincia sono più di 100 mila i dipendenti pubblici, 35 mila dei quali nella Scuola, che hanno i contratti fermi da 6 anni.


"Faremo sentire la nostra voce anche da soli - spiega il segretario Cisl Torino Canavese, Domenico Lo Bianco - perché i lavoratori della scuola e di tutto il pubblico impiego hanno ragioni da vendere contro un governo sordo e irresponsabile. Sei anni senza il rinnovo del contratto, 5 mila euro di retribuzioni perse in 5 anni, scarsa valorizzazione delle tante competenze e professionalità, centinaia di migliaia di posti di lavoro tagliati in dieci anni, continue denigrazioni e campagne offensive sono queste le motivazioni che ci spingono a incrociare le braccia e scendere in piazza lunedì primo dicembre. Chiediamo a Renzi di riaprire il confronto su proposte concrete per non penalizzare questi lavoratori e anche i cittadini, con un'offerta di servizi più scadenti".

 

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Reggio Emilia. "Lo sciopero - spiega Davide Battini, segretario Funzione Pubblica Cisl Reggio Emilia - è indetto per chiedere al Governo di riconoscere il diritto al contratto per gli oltre 3 milioni di lavoratori pubblici, non rinnovati dal 2009. Al Governo imputiamo mancanza di dialogo con le parti sociali e un atteggiamento di chiusura a qualsiasi prospettiva di vera riforma della pubblica amministrazione".
"Le richieste dei lavoratori sono sacrosante: rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, rilancio della contrattazione integrativa, riorganizzazione delle amministrazioni dei corpi dello Stato, innovazione vera nella scuola e nei servizi pubblici, certezze per i lavoratori precari e fine del dumping contrattuale nel privato".
L'azione sulla quale la Cisl chiama a raccolta tutte le federazioni del lavoro pubblico non si ferma allo sciopero: "A partire dal 1° dicembre partirà una mobilitazione sindacale in tutti i territori e i posti di lavoro", dichiara Battini.
"Negli ultimi anni - sostiene Monica Leonardi, della segreteria Cisl Scuola Reggio Emilia - è stato tagliato un numero consistente di posti di lavoro. L'impiego nella scuola si fa sempre più precario: è necessario dare stabilità e certezze al lavoro. Con notevoli difficoltà e grazie all'impegno quasi esclusivo di Cisl Scuola, si è riusciti a difendere gli scatti di anzianità nell'ultimo triennio. Ora però vogliono bloccarli per legge, come sono state bloccate le posizioni economiche del personale Ata".
"E' necessario - afferma Antonio Bonfrisco, coordinatore Gilda Scuola Reggio Emilia ed Emilia Romagna - rilanciare le politiche della scuola, della formazione e della riqualificazione professionale. Mettere mano agli ordinamenti scolastici significa condividere e dialogare con le forze sociali e non orientarsi a una mera consultazione autoreferenziale".
"Anche la Formazione professionale partecipa a questo sciopero - aggiungono dallo Snals- perché venga riconosciuta l'applicazione del Ccnl della funzione pubblica in tutte le filiere e per contrastare contrattazioni a ribasso".
"Lo sciopero del 1° dicembre - precisano i sindacalisti - è stato proclamato solo come categorie dei lavoratori pubblici della Cisl, unitamente alle federazioni della scuola (Cisl Scuola, Gilda, Snals). Tale mobilitazione è la naturale prosecuzione di un percorso unitario specifico del settore pubblico. Le altre organizzazioni hanno fatto una scelta diversa, ma questo non arresterà il nostro percorso".
"I dipendenti pubblici - interviene Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale della Cisl di Reggio Emilia -, svolgono la propria attività in molti servizi in cui sono coinvolte persone: scuola, sanità, case di riposo, polizia, vigili del fuoco, servizi al pubblico... Il welfare, il 'bene pubblico', non può essere creato con lavoratori trattati con disprezzo, senza prospettive per il futuro e con stipendi bloccati da anni".

Anche a Modena tutto il pubblico impiego, dalla scuola all'università, dallo Stato al parastato, dagli enti locali alla sanità, si ferma lunedì prossimo 1 dicembre per lo sciopero nazionale proclamato dalla Cisl. Sono circa 26 mila i lavoratori modenesi interessati. «Chiedendo i rinnovi contrattuali di questo fondamentale settore del mondo del lavoro, diamo sostanza al ruolo e alla funzione fondamentale del sindacato - afferma il segretario provinciale della Cisl William Ballotta - Non è accettabile che un contratto resti ancora bloccato, nonostante siano passati sei anni dall'ultimo rinnovo; non è accettabile che tanti lavoratori si vedano negare la possibilità di un confronto sulle trasformazioni che, in tempi di così rapidi cambiamenti, investono le loro professionalità; non sono accettabili l'ostilità, il disprezzo, l'arroganza con cui da troppo tempi viene trattato chi lavora nel pubblico». Per la Cisl le ragioni e gli obiettivi dello sciopero di lunedì 1° dicembre sono gli stessi che hanno visto concludere con la manifestazione nazionale unitaria dell'8 novembre a Roma una prima fase di mobilitazione che indicava nel rinnovo del contratto la risposta credibile per un'attenzione che non può essere fatta solo di parole e di annunci. «Una richiesta avanzata in modo chiaro, con fermezza e con responsabilità, dalle lavoratrici e lavoratori e dalle loro organizzazioni di rappresentanza. Una richiesta - continua Ballotta - che il governo, nell'incontro del 17 novembre, diversamente che su altri aspetti, non ha voluto prendere minimamente in considerazione. Da qui la risposta necessaria e inevitabile dello sciopero che avrebbe potuto e dovuto essere unitario. Non è stato così perché altri non hanno ritenuto che valesse la pena lasciare al tema del lavoro pubblico la stessa centralità che ha permesso di impostare e seguire percorsi di mobilitazione ampiamente condivisi. Il pluralismo sindacale, che è nella storia e nella cultura del nostro paese, impone a tutti di saper vivere anche i momenti in cui prevalgono le differenze, come passaggi difficili ma comunque utili a individuare poi i punti comuni e forti che - conclude il segretario provinciale Cisl - ci uniscono nella difesa del lavoro e delle sue tutele».

 

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Foggia. Una veglia "funebre" per il contratto dei lavoratori pubblici si svolgerà il 1 dicembre a Foggia, alle ore 11 in Via Oberdan, nel corso delle iniziative sindacali previste in occasione dello sciopero proclamato dalle categorie del lavoro pubblico aderenti alla CISL. Interverranno il segretario generale della Cisl di Foggia, Emilio Di Conza, il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Puglia, Enzo Lezzi, ed i segretari generali territoriali di tutte le categorie del Pubblico Impiego della Cisl, i quali incontreranno i cittadini e la stampa per spiegare le ragioni della protesta indetta per rivendicare i rinnovi contrattuali fermi ormai da sei anni.

Nel corso dell'intera mattinata, presso l'isola pedonale della città capoluogo, all'altezza della libreria Dante, sarà presente un gazebo informativo della Cisl ed un presidio sindacale dei lavoratori pubblici, a sostegno della giornata di sciopero nazionale. Per le categorie della Scuola e di tutto il Pubblico Impiego della Cisl, "non è accettabile che un contratto resti ancora bloccato e che tanti lavoratori si vedano negare un confronto sulle trasformazioni che investono le loro professionalità; come pure non è accettabile l'ostilità, il disprezzo, l'arroganza con cui da troppo tempo chi lavora nel pubblico viene trattato".


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La Sardegna ha perso mezzo miliardo per mancati stipendi. Il 1° dicembre 2014 i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego, scuola, università, ricerca, sicurezza e soccorso pubblico scioperano anche nell'isola. A Cagliari, presidio presso Piazza del Carmine alla presenza dei territori del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano, con consegna di un documento al Rappresentante del Governo e a Sassari assemblea presso il Salone San Paolo.

Migliaia di lavoratori daranno - con una serie di manifestazioni territoriali - conti-nuità alla mobilitazione e alla manifestazione dell'8 novembre scorso contro l'indifferenza del Governo nazionale, che da 6 anni non rinnova il contratto di lavoro dei suoi dipendenti. Tre mancati rinnovi contrattuali costati alla Sardegna oltre 500 milioni di euro sottratti all'economia dell'isola. Più di mezzo miliardo di euro risparmiati dallo Stato e tolti alle disponibilità quotidiana delle famiglie.
La Cisl protesta contro il silenzio delle amministrazioni statali, regionali e locali a richieste sacrosante dei sindacati dei lavoratori riguardanti: rinnovo dei contratti di lavoro, rilancio della contrattazione integrativa, riorganizzazione delle Amministrazioni dello Stato e della Regione, innovazione vera nella Scuola, nell'Università, nella Ricerca e nel sistema della Salute, del Soccorso pubblico e della Sicurezza, precariato diffuso che continuano a mortificare le ragioni del lavoro pubblico (continua...)

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