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Toscana. Riordino sistema sanitario, Cisl: "Proprio non ci siamo"

Pronto soccorso, liste d'attesa, case della salute, posti letto che spariscono: per riformare la sanità non bastano gli annunci. Gli impegni presi con la precedente riorganizzazione non mantenuti.

Firenze, 27 febbraio 2015. L'annunciato taglio agli apparati e alla burocrazia lo abbiamo accolto con entusiasmo, ma ci siamo immediatamente svegliati dal sogno quando abbiamo letto la proposta di legge sul riordino del sistema sanitario regionale e abbiamo preso nota delle dichiarazioni del presidente Rossi alla stampa in merito agli infermieri.
Ci chiediamo infatti come sia possibile pensare ad una riorganizzazione del nostro sistema sanitario regionale che accentua le incertezze già ormai evidenti di una situazione che ha nel territorio e nei servizi ai cittadini le sue lacune più pesanti.
Non ci bastano gli annunci rassicuranti e i provvedimenti una tantum; siamo ancora ad aspettare che si mantenga fede agli impegni della precedente riorganizzazione: le case della salute nella maggior parte dei casi sono distretti a cui è stata cambiata l'insegna; non sono stati prolungati gli orari di apertura, non c'è accordo tra i medici di famiglia, nemmeno l'ombra dei team multi professionali. Tutto ciò era stato promesso con l'obiettivo di accogliere i cittadini in difficoltà, evitando accessi impropri ai pronto soccorso.
Passare un giorno al pronto soccorso è una delle esperienze da non augurare al peggior nemico. Pazienti in barella in attesa 12 ore di un letto in reparto, sofferenti e disorientati per le lunghe attese, infermieri sotto organico che corrono da un paziente all'altro, senza aver riposato tra i turni di servizio, medici che allargano le braccia sconsolati e che si definiscono disarmati di fronte ai molti problemi; i posti letto nei reparti sono stati tagliati, il personale è sotto organico: una bolgia!
I posti letto promessi per le cure intermedie svaniscono nelle aziende sanitarie come neve al sole. I pazienti con particolari patologie, che vengono dimessi velocemente dagli ospedali per liberare i letti, ma che ancora non dovrebbero essere rimandati al proprio domicilio, in molti casi rientrano nuovamente al pronto soccorso intasando ulteriormente il sistema.
Le liste di attesa per gli esami diagnostici continuano ad allungarsi o addirittura a chiudersi alle richieste dei cittadini; per alcuni tipi di esami il 2016 è la data che viene proposta.
La nuova proposta di legge non ci pare tenga nella debita considerazione questi problemi che vive il territorio; anzi, al di la dei buoni propositi, allontana dal territorio con i nuovi assetti organizzativi i percorsi gestionali e decisionali.
Tutto questo non è ridurre la burocrazia e gli apparati; è smantellare un'articolazione dei servizi già sofferente e con molti problemi irrisolti.
L'ipotesi poi di sostituire gli infermieri con altre figure, al di là della superficialità della dichiarazione, è basata esclusivamente su un mero calcolo ragionieristico e per noi è inaccettabile. Il protagonismo delle professioni sanitarie (infermieri, ostetriche, tecnici sanitari) ed anche degli operatori socio sanitari e degli amministrativi, deve essere al centro della riforma, nella valorizzazione delle professionalità e competenze di ciascuno e nell'interesse della collettività.
La Cisl ha dimostrato da sempre di essere un interlocutore responsabile e autorevole e non ha interessi politici; il nostro unico interesse è che questa riforma, che negli intenti condividiamo, sia fatta bene e che non ci siano ricadute negative sui servizi ai cittadini e sul personale, che finora hanno portato anche troppa pazienza.

Ufficio stampa Cisl Toscana

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