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Toscana. Poste: sindaci, lavoratori e pensionati in piazza a Firenze contro le chiusure

"L'azienda non può far finta di niente: sospenda il piano e riapra il dialogo. I margini per trovare una soluzione equilibrata ci sono"

Roma, 3 settembre 2015. "Sospendere il piano di Poste Spa e riaprire un tavolo di confronto tra azienda, enti locali e sindacati per trovare una soluzione capace di evitare i disagi che queste chiusure provocherebbero."
E' la richiesta che i segretari regionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e UilPoste, rispettivamente Vito Romaniello, Graziano Benedetti e Renzo Nardi, hanno ribadito stamani dal presidio che si è svolto a Firenze, davanti alla sede centrale delle Poste, in via Pellicceria.
All'iniziativa dei sindaci toscani hanno preso parte anche i sindacati dei lavoratori delle Poste e tanti anziani, tra i più penalizzati dalla chiusura degli uffici postali dei centri minori. "Siamo qui a fianco dei sindaci - hanno detto Romaniello, Benedetti e Nardi - perché questa è una battaglia che riguarda tutte le nostre comunità, soprattutto le più piccole, che subirebbero pesanti disagi da questo piano." Sono 59 in Toscana gli uffici postali che da lunedì prossimo dovrebbero essere chiusi, mentre per altri 37 sono previste riduzioni di orario.
"A fronte della disponibilità manifestata dai sindaci a trovare soluzioni che consentano di contenere i costi fissi per le Poste, anche pensando a nuovi servizi erogabili dagli sportelli postali, e delle proteste che si levano da tutta la Toscana - dicono i sindacati - crediamo che l'azienda non possa davvero far finta di niente. Si sospendano le chiusure e si riapra un dialogo: i margini per trovare una soluzione nell'interesse della collettività ci sono tutti.

Ufficio stampa Cisl Toscana

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