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Studi professionali, firmata l'ipotesi di accordo del contratto nazionale per oltre 1milione di addetti

Aumento salariale, sostegno all'occupazione, telelavoro e bilateralità, i punti cardine dell'intesa. Taineri (Fisascat cisl): "Grande risultato per un settore sempre piu' determinante per lo sviluppo occupazionale e dalle importanti potenzialità produttive".


Roma 17 aprile 2014 - Si conclude bene la settimana per oltre un milione e 250mila addetti degli studi professionali, per il 90% donne, in attesa del rinnovo del contratto nazionale da circa 18 mesi. A circa un anno e mezzo dall'avvio del negoziato i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno siglato oggi a Roma con la Confprofessioni l'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di lavoro che avrà decorrenza dal 1°aprile 2015 fino al 31 marzo 2018. L'intesa stabilisce un aumento salariale a regime di 85€ euro al III livello ed introduce delle sostanziali novità normative in tema di mercato del lavoro, finalizzate al sostegno all'occupazione e a favorire una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per incrementare i livelli occupazionali le parti hanno introdotto il contratto di reimpiego per gli over 50 e i disoccupati da almeno 12 mesi; sull'apprendistato la % di conferma viene stabilita nel 20% per le strutture fino a 50 dipendenti e nel 50% per le strutture sopra i 50 dipendenti. Per la prima volta si definisce nel comparto il rapporto numerico tra lavoratori a tempo determinato e tempo indeterminato. Anche se le attuali norme non lo prevedono più, viene ristabilito il diritto di precedenza anche in caso di assunzioni a tempo determinato. Anche il congedo di maternità - astensione obbligatoria - concorrerà a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza.
L'accordo inoltre regolamenta e rende realmente fruibile il telelavoro, attraverso il sistema della bilateralità di settore, rispondendo così ad una esigenza di un comparto ad occupazione prevalentemente femminile.
Nuovo ruolo anche alla contrattazione decentrata che potrà riguardare anche le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, l'orario e l'organizzazione del lavoro.
Grande soddisfazione in casa Fisascat. "La sottoscrizione dell'ipotesi di accordo avviene in un contesto economico ancora in fase recessiva che non ha certamente risparmiato il settore delle professioni - hanno commentato i funzionari della Fisascat nazionale Mario Piovesan e Dario Campeotto - Il supporto della bilateralità di settore assume in questo rinnovo contrattuale un significato degno di nota, considerato che sarà determinante nella realizzazione di interventi di welfare, interventi che saranno destinati anche ai lavoratori atipici del comparto".
E' il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri a sottolineare la valenza del rinnovo del contratto nazionale per i dipendenti degli studi professionali. "Il risultato raggiunto oggi in termini economici e normativi - ha dichiarato Raineri - consente ora di concentrarci sulla evoluzione dei sistemi di tutela e di gestione di figure professionali che operano in uno dei settori del terziario destinato ad assumere un ruolo sempre più determinante per lo sviluppo occupazionale e dalle importanti potenzialità produttive".

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale

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