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Eni. Da Gela 300 lavoratori a Roma per sciopero nazionale delle maestranze

Trecento lavoratori, a bordo di sei pullman, sono partiti ieri sera da Gela alla volta di Roma per lo sciopero nazionale delle maestranze dell'Eni, proclamato da Cgil, Cisl e Uil, e per dar vita a un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, contro la la chiusura di tre delle cinque raffinerie Eni e due petrolchimici.

Gela, 29 luglio 2014. Trecento lavoratori, a bordo di sei pullman, sono partiti ieri sera da Gela alla volta di Roma per lo sciopero nazionale delle maestranze dell'Eni, proclamato da Cgil, Cisl e Uil, che dalle 15,00 darà vita con delegazioni degli altri 30 mila dipendenti del gruppo, a un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, contro il disimpegno aziendale che minaccia di chiudere tre delle sue cinque raffinerie e due petrolchimici. Fra gli stabilimenti piu' a rischio figurano Gela (Caltanissetta) e Priolo (Siracusa). Un quadro chiaro della situazione potra' essere tracciato domani, quando, al ministero per lo Sviluppo economico, l'Eni illustrera' i suoi programmi davanti a sindacati confederali, governo, Regione siciliana e comune di Gela. La protesta di oggi è stata preceduta ieri da una giornata di lotta del comprensorio gelese. Un lungo serpentone di ventimila persone ha infatti attraversato in corteo Gela, a difesa della raffineria. Non solo lavoratori e neanche soltanto sindacati, ma tantissimi cittadini e le rappresentanze istituzionali della provincia di Caltanissetta.

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