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Rai. Furlan: "La politica non ha voluto rinunciare al controllo del servizio pubblico. La montagna ha partorito il topolino"

"La Cisl continuerà la sua pressione sindacale perché si possa davvero modificare l'assetto del sistema pubblico radio televisivo" sottolineano in una nota congiunta la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ed il Segretario Generale della Fistel Cisl , Vito Vitale.

31 luglio 2015 - "Ancora una volta la classe politica non ha voluto rinunciare al controllo della Rai e del servizio pubblico, visto che il futuro Cda sarà nominato con la vecchia legge Gasparri e le solite logiche della lottizzazione politica. Speriamo almeno che nell'interesse dei cittadini e dei lavoratori della Rai vengano scelte per il futuro Cda delle personalità che abbiano competenza, equilibrio, imparzialità e soprattutto sensibilità sui temi sociali visto che la Rai rimane la più grande azienda culturale del paese". Lo sottolineano in una nota congiunta la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan ed il Segretario Generale della Fistel Cisl , Vito Vitale.
"Avevamo salutato positivamente alcuni mesi fa, gli annunci ed i propositi di cambiare finalmente la "governance" dell'azienda, con l'obiettivo di far uscire definitivamente la politica dalla gestione della Rai, aprendo alla presenza per la prima volta di un rappresentante eletto da tutti i lavoratori della Rai nel consiglio d'amministrazione, un fatto che avrebbe rappresentato certamente una novità importante rispetto alle esigenze di partecipazione e di controllo dei lavoratori e dei cittadini sulle scelte aziendali. Ma la montagna ha partorito il topolino. Non si è voluta fare chiarezza sui poteri del management, con una gestione della Rai che si annuncia confusa tra il vecchio schema ed il testo di riforma approvato dal Senato. Mentre le multinazionali del settore hanno lanciato una stagione di forte concorrenza nel sistema televisivo, la Rai continuerà ad avere una governance espressione della politica, grazie all'immobilismo parlamentare ed alla resistenze delle forze politiche. Cambiare tutto per non cambiare niente, si potrebbe dire. Per questo la Cisl continuerà la sua pressione sindacale perché si possa davvero modificare l'assetto del sistema pubblico radio televisivo, valorizzando le professionalità dei lavoratori della Rai, per restituire al servizio pubblico quel ruolo centrale, pluralistico e autonomo sul piano informativo e di valorizzazione della missione culturale così importante per la crescita sociale, civile del nostro paese". Ufficio Stampa Cisl

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