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Sicilia. Bernava:"La regione è in declino, non bastano bilancio e finanziaria"

Una nota Cisl firmata dal segretario uscente, Bernava. "Nonostante l'emergenza governo e politica non appaiono preoccuparsi per una strategia anti-crisi e di risanamento. Serve una sede stabile di lavoro condiviso, tra Regione, Comuni, sindacati, imprese"


21 Novembre 2014 - Gli ultimi dati sulla situazione economica della Sicilia, resi noti ieri da Bankitalia, sono "l'ennesima, autorevole conferma che l'Isola si trova in una condizione di declino economico inarrestabile". Per altro verso, "danno voce all'emergenza dalla quale la comunità siciliana non riesce a venir fuori, ritrovando fiducia". Così la Cisl Sicilia in una nota firmata dal segretario uscente, Maurizio Bernava, e diramata all'indomani della presentazione del rapporto Economie regionali, di Bankitalia.
"Il quadro economico e sociale - scrive Bernava - è drammatico e aggravato dall'altra emergenza, quella amministrava, che pesa come piombo sulle ali di ogni ipotesi di ripresa dell'economia attraverso il rilancio e l'attrazione di investimenti nei settori produttivi". "E ci preoccupa - aggiunge il rappresentante Cisl da qualche giorno componente della segreteria confederale nazionale - che nonostante questa situazione, né il governo regionale appena varato né il dibattito politico appaiano, in Sicilia, preoccuparsi di correre velocemente per definire una strategia economica e di risanamento del debito regionale".
Ma "non basta e non basterà occuparsi solo della scadenza del bilancio e della finanziaria regionali", avverte Bernava che il prossimo mercoledì 26 passerà il testimone al vertice della Cisl Sicilia. "Noi - afferma - reiteriamo la nostra proposta e la nostra disponibilità a contribuire a scelte concrete che abbiano effetti incisivi sulle politiche del lavoro, economiche e sociali. Crocetta e la sua nuova giunta si dedichino prevalentemente a quest'esigenza, che da anni è la principale priorità dei siciliani ma che non trova riscontro nell'attenzione, nell'impegno, nella consapevolezza e nelle proposte espressi dal governo e dalla politica regionali", esorta Bernava. Aggiungendo che: "L'emergenza senza fine impone che il presidente Crocetta avvii una sede stabile di confronto e lavoro condiviso, tra Regione, Comuni, sindacati dei lavoratori e associazioni imprenditoriali. Lo faccia in fretta e senza perdere altro tempo". Infatti, la politica non sarà in grado da sola di affrontare l'emergenza economica e sociale più grave, dal dopoguerra ad oggi. "Solo dando alla Sicilia, in tempi brevi, un piano di rientro pluriennale dal debito, un programma di spesa dei fondi Ue su poche priorità e per obiettivi mirati alla crescita economica dell'Isola, un piano di riorganizzazione dei servizi alla comunità e la ristrutturazione del sistema amministrativo locale e delle società partecipate, si potranno affrontare senza affondare definitivamente - sottolinea la Cisl - gli effetti della fase più acuta della crisi che ha travolto e sconquassato il fragile tessuto economico e sociale regionale". "Ci aspettiamo gesti e aperture al dialogo, nel segno della verità, dell'umiltà e della consapevolezza politica che la Sicilia è davvero a rischio default", si legge nella nota. "L'apertura di una strada nuova che consenta di recuperare credibilità e la fiducia anche del governo nazionale che, per mero calcolo di convenienza, non regalerà nulla: né deroghe, né risorse aggiuntive a fondo perduto né soluzioni speciali per la spesa dei fondi Ue inutilizzati".

Ufficio Stampa Cisl Sicilia

www.cislsicilia.it

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