COS'È LA CISL            CENTRO STUDI CISL            ISCRIVITI             INTRANET             CONTATTI              ENGLISH           CERCA

I GRANDI TEMI

 
Iscriviti OnLine
 
Tessera Cisl 2011
 
Numero verde Cisl
 

OSSERVATORI CISL

 

ARCHIVIO

 
 
Lavoro. Sbarra (Cisl): "Sulla questione lavoro occorre un’azione coordinata, vera e responsabile di tutte le parti, sociali ed istituzionali"

Così il Segretario confederale Sbarra nel corso dell'audizione alla Commissione Lavoro del Senato.

Roma, 23 aprile 2014. Si è svolta oggi pomeriggio in Senato dinanzi alla Commissione lavoro l'audizione delle organizzazioni sindacali nazionali CGIL, CISL e UIL rispetto al disegno di legge 1428 (delega lavoro).Il Segretario Confederale della CISL Luigi Sbarra ha ribadito in premessa come la genericità e l'assenza di scelte precise rendano difficile, confuso ed in alcuni casi persino contraddittorio il testo dell'articolato in questione. Non a caso anche la Commissione riterrebbe utile svolgere degli approfondimenti ben più nel dettaglio rispetto a molte delle questioni in campo.In primis, l'articolo relativo alle tipologie contrattuali sembra prendere atto dell'impossibilità di realizzare l'annunciato contratto unico, e ripiega su una mera ricognizione delle tipologie contrattuali, senza un obiettivo chiaro ed utile per la crescita dell'occupazione.
Altro esempio è la delega sui servizi per l'impiego, dove positivamente si opta per l'Agenzia nazionale, ma non se ne traggono ancora tutte le conseguenze. Un altro esempio ancora è dato dalla delega relativa agli ammortizzatori sociali nella quale, al chiaro e da sempre condiviso intento di voler allargare il perimetro delle tutele, sembra contrapporsi una decurtazioni delle durate, con il solito gioco delle preventive dichiarazioni mirabolanti seguite da una seria difficoltà a gestire una coperta sempre troppo corta. Per quanto riguarda le tutele in costanza di rapporto di lavoro, nella totale convinzione rispetto alla necessità di estendere la possibilità di fruizione della cassa integrazione a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore, riteniamo opportuno perseguire obiettivi possibili e realizzabili, da una parte tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili, dall'altra delle disponibilità politiche e delle diverse posizioni in campo. Al momento i Fondi bilaterali di solidarietà sembrano la via realisticamente più praticabile per offrire un sostegno alle sospensioni di attività nei settori esclusi dalla cassa integrazione. La nascita dei Fondi in tutti i settori scoperti consentirebbe di superare, nel tempo, la cassa integrazione in deroga che pesa sulla fiscalità generale. Tali fondi andrebbero sostenuti anche con un incentivo pubblico. Quanto agli altri criteri indicati dalla delega, è assolutamente positivo prevedere la semplificazione delle procedure di concessione, così come è condivisibile spostare maggiormente gli oneri sulle aziende ed i settori che utilizzano in maggior misura lo strumento, al fine di ridurre gli oneri contributivi ordinari. Quanto alla non meglio definita revisione dei limiti temporali , da rapportare ai singoli lavoratori, chiediamo che non siano riviste al ribasso le durate. Rispetto alle tutele in caso di disoccupazione, il riferimento alla rimodulazione dell'ASpI è eccessivamente generico. Riguardo alle durate, come Cisl solleviamo la questione della transizione da indennità di mobilità ad Aspi e della durata definitiva dell'Aspi, che deve essere portata a 24 mesi. Positiva, e rispondente ad una nostra richiesta, l'estensione, pur sperimentale, dell'Aspi ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche se vanno inclusi i collaboratori a progetto (forse un refuso indicare solamente i co.co.co. ?).
Infine, per quanto riguarda la previsione di strumenti di attivazione dei beneficiari di ammortizzatori sociali, riteniamo indispensabile prevedere percorsi formativi obbligatori a cura dei servizi competenti, mirati alla riqualificazione e alla ricollocazione lavorativa. In tutti i casi, dobbiamo sottolineare, le scelte, o le "non scelte" , sono sempre evidentemente condizionate dalla situazione del bilancio pubblico che ostacola fortemente la realizzazione di alcune delle piste di lavoro annunciate dal Governo. L'espressa previsione che tutti gli interventi ipotizzati nell'articolato in esame siano possibili a condizione che gli stessi non determinino nuovi oneri di finanza pubblica, solleva la primaria questione della reale compatibilità tra le misure contemplate e le coperture economiche previste. La questione centrale infatti rimane la ripresa dell'occupazione, che auspichiamo sia in parte aiutata dall'irrobustimento delle buste paga deciso pochi giorni fa e da altri provvedimenti del Governo, ma sulla quale poco influsso possono avere i continui interventi sulle regole del lavoro, al di là del necessario allargamento delle tutele e dell'atteso (ormai da troppo tempo) e fondamentale decollo delle politiche attive del lavoro. Continuare, ad ogni cambio di Governo, a mettere mano a riforme appena varate e che ancora non hanno avuto modo di dispiegare alcun effetto, rischia di essere inutile, se non addirittura dannoso, creando solo vane attese e nuove incertezze.
Sul mercato del lavoro infatti non servono ulteriori riforme, è piuttosto preferibile parlare di meno altisonanti modifiche e ritocchi laddove necessario.
Allo stesso modo il riordino delle forme contrattuali e la questione delicatissima, del "salario minimo" o vanno affrontate dal punto di vista contrattuale o gestite, anzi governate in un'ottica di intenso dialogo con le Parti Sociali anche per non cadere, come stiamo vedendo, in una molteplicità di contraddizioni figlie soprattutto dell'improvvisazione. Certamente positiva una ricognizione delle categorie di lavoratrici beneficiarie dell'indennità di maternità se l'obiettivo finale è "l'universalismo della prestazione", a fronte del fatto che le misure esistenti, vincolate a requisiti contrattuali, reddituali o contributivi, non riescono a rivolgersi alla totalità delle donne ed ai loro bambini. In particolare andrebbe aperto un ragionamento circa i requisiti di accesso e la soglia ISEE prevista per l'Assegno di maternità dei Comuni. E' importante, però, che sia posta, anche in questo caso, particolare attenzione al fattore "sostenibilità dei costi" e "reale esigibilità", ad evitare il riconoscimento di un diritto universale ma solo "sulla carta".
Quel che manca comunque rumorosamente è proprio una forma di "nuovo dialogo sociale" che metta in condizione il Governo, i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori di svolgere il proprio ruolo in maniera sempre più responsabile (come si legge esplicitamente anche negli indirizzi dell'U.E.) e non in maniera estemporanea ed in alcuni casi persino "dilettantistica". Una "trilateralità" permanente quindi, che come avvenne nel 1993 aiuti il Paese a percorrere in maniera decisa la strada per uscire dalla crisi.

Ufficio stampa Cisl

Il testo integrale dell'audizione

LE NOTIZIE
Sede nazionale: via Po, 21 - Roma (Italy)
Aderente alla Confederazione Europea dei Sindacati - CES (ETUC) e alla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC-CIS)
Licenza SIAE 2279/I/777