Lavoro. "Nessuno sarà lasciato solo". La Cisl lancia la campagna sulle politiche attive

 giovaniParte in questi giorni in tutta Italia la campagna informativa Cisl “Politiche attive? Le 10 cose che devi sapere” su giovani e politiche attive del lavoro in vista della ripresa degli incontri tra le associazioni sindacali ed il Governo.

“Proprio per sostenere le nostre rivendicazioni sul tema delle politiche attive, ma anche per favorire il nostro impegno in prima persona su questo terreno che deve diventare centrale anche nei rapporti con le controparti, a tutti i livelli, compresi quelli territoriali ed a partire dalla gestione delle crisi aziendali, la Cisl dai prossimi giorni avvierà un’ apposita campagna in tutti i luoghi di lavoro, con video e volantini per informare iscritti e lavoratori su cosa sono le politiche attive e sulla loro utilità. L’obiettivo prioritario è far capire a chi cerca il primo impiego ed a chi perde un posto di lavoro che NON SARA’ LASCIATO SOLO e che la ricollocazione nel nostro Paese deve diventare un diritto importante”. Lo dichiara il Segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, presentando l'iniziativa. “Dobbiamo costruire un vero sistema che sia in grado di accompagnare quanti cercano un lavoro e quanti lo hanno perso" specifica lo stesso sindavalista in uno spot video realizzato da LaborTv, la web Tv della Cisl con la collaborazione del Dipartimento Mercato del Lavoro, che verrà lanciato sulla rete e attraverso i social per sensibilizzare la comunità. “Vogliamo che penetri nel tessuto sociale cosa significa ‘avere’, ‘fare’, ‘realizzare’, ‘fare crescere’ le politiche attive in questo paese. Una sfida che la Cisl con tutti voi vuole vincere”. A tale proposito oltre al video filmato verrà diffuso in tutti i posti di lavoro il volantino-‘manifesto’ con le proposte della Cisl in tema di lavoro e politiche attive. Un decalogo in cui si spiega cosa sono e quanto risultino essere importanti le politiche attive: servizi offerti dai Centri per l’impiego pubblici e dalle agenzie private convenzionate, mirati a ricollocare chi perde un posto di lavoro e chi cerca il primo lavoro, la cosiddetta “seconda gamba” del Jobs act anche se in Italia siamo in forte ritardo sulla loro applicazione. Le politiche attive- si legge nel volantino- non sono la “bacchetta magica” che risolverà il problema della disoccupazione,ma favoriscono la valorizzazione ed il miglioramento delle competenze ed aiutano lavoratori e datori di lavoro ad entrare in contatto. Non sono incentivi ma servizi personalizzati ed azioni mirate di presa in carico ed accompagnamento che permettono di sostenere il disoccupato passo passo e lo aiutano a trovare una occupazione, anche molto diversa da quella precedente. Hanno costi molto elevati ma devono comunque essere fornite a tutti. Vanno contrattate in aziende in casi di crisi ed entrano in gioco anche in caso di riqualificazione del personale. Le politiche attive devono essere coordinate a livello nazionale ma vanno fortemente collegate al mercato del lavoro locale. Vanno potenziate anche e soprattutto per combattere la disoccupazione giovanile”.

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