• InfrastruttureFurlan:

    Infrastrutture
    Furlan: "Urgente sbloccare i cantieri del Terzo Valico, della Tap e della Pedemontana. Il 30 Ottobre a Genova lanceremo le nostre proposte per far ripartire il Paese e gli investimenti"

    Continua...

  • Manovra Cgil Cisl Uil al Governo:

    Manovra
    Cgil Cisl Uil al Governo: "Nel Def mancano risposte incisive su crescita, lavoro, investimenti pubblici"

    Continua...

  • Lavoro Cgil Cisl Uil incontrano Di Maio su ammortizzatori e politiche attive Sbarra:

    Lavoro
    Cgil Cisl Uil incontrano Di Maio su ammortizzatori e politiche attive
    Sbarra: "Segnale di attenzione alla richiesta dei sindacati confederali"

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  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Industria. Colombini: "Per far crescere la domanda interna servono politiche del lavoro ed una politica industriale rispettosa dell’ambiente"

Roma, 16 ottobre - "Il dato positivo fornito dall’Istat sull’aumento del fatturato e degli ordinativi nel mese di Agosto evidenzia... continua

Donne. Cgil Cisl, Uil: "Conciliazione vita lavoro riguarda tutti i lavoratori non solo le donne. Urgente un incontro con il Governo"

Roma, 16 ottobre -  La conciliazione tempi di vita tempi di lavoro "non è e non deve essere un affare... continua

Sicurezza lavoro. Furlan: "Morte operaio a Bergamo ennesima tragedia che addolora tutti. Sicurezza non può diventare un optional"

15 ottobre 2018 - Un operaio di 44 anni ha perso la vita mentre era al lavoro oggi in provincia... continua

Infrastrutture. Il 30 ottobre a Genova la Cisl chiama a confronto Governo, istituzioni, forze politiche. Ci saranno:  Furlan, Tajani, Rixi, Martina, Bucci, Toti  

Roma, 16 ottobre 2018 - “Infrastrutture: per una stagione di maggiore efficacia con al centro il lavoro, la sicurezza e... continua

Immigrati. Cgil Cisl Uil: "Un grave errore la scelta di trasferire i migranti ospiti nello Sprar di Riace presso altre strutture"

14 ottobre 2018 - "La scelta di trasferire i migranti ospiti nello Sprar di Riace presso altre strutture lo riteniamo... continua

Lavoro. Furlan: "Bisogna fermare la strage. Istituzioni ed imprese non ignorino il monito di Mattarella su sicurezza ed ambiente"

14 ottobre 2018 - "Dall’inizio dell’anno tre morti al giorno sul lavoro. Bisogna fermare questa strage. Sicurezza ed ambiente sicuro... continua

Labor TV

Intervento di Annamaria Furlan al Festival delle Generazioni "Rappresentanza è Democrazia"

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IN EVIDENZA

A PROPOSITO DI

  • "Senza lavoro da offrire, i centri per l'impiego non servono a nulla" intervista ad Annamaria Furlan, "Corriere della Sera" del 9 ottobre 2018

    Furlan"Investire sui centri per l'impiego e' molto importante. Ma puo' rivelarsi inutile se poi non ci sono posti di lavoro da offrire. E questo e' il rischio che vogliamo evitare". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera la leader della Cisl Annamaria Furlan. Sulla manovra Furlan spiega: "Il primo problema non e' il livello del deficit ma quello degli investimenti per fare crescere il Pil e creare lavoro. Tra l'altro, se ci fossero piu' investimenti la manovra diventerebbe accettabile pure per Bruxelles. La nota di aggiornamento al Def e' del tutto generica e contraddittoria rispetto a quello che si intende fare sulle grandi opere. La manovra non dice nulla su Tav, Terzo Valico, Tap, Pedemontana. Il primo cambiamento di rotta che chiediamo e' questo". "Oggi l'80% delle entrate fiscali sono sulle spalle del lavoro dipendente - prosegue -. I consumi vanno fatti ripartire rendendo piu' pesanti buste paga e pensioni. Ci aspettiamo che si rimetta in discussione l'Irpef a carico di pensionati e lavoratori, mantenendo la progressivita', come dispone la Costituzione".

    Poi definisce quota 100 "un buon punto di partenza. Ma serve un correttivo. Bisogna tenere conto che le donne italiane, in particolar modo al sud, ai 38 anni non ci arrivano. Serve un anno di contributi figurativi riconosciuti alle donne per ogni figlio". In merito al reddito di cittadinanza, per Furlan "combattere la poverta' e' una priorita'. Ma il lavoro non si crea con sussidi. Va colmato il ritardo su investimenti e infrastrutture, al Sud raggiunge livelli scandalosi. In tutta la Nadef non c'e' una riga sul Sud. Noi chiediamo invece tasse zero per le imprese che assumono giovani nel Mezzogiorno".

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Puglia. 5mila pugliesi per la manifestazione nazionale unitaria dei pensionati

18 maggio 2016. Sono al momento 95 i pullman in partenza per Roma dalle province di Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto e organizzati dai sindacati dei pensionati della Puglia SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil. Più di 5.200 i manifestanti pugliesi che dalla regione muoveranno verso Roma per la grande manifestazione in Piazza del Popolo del 19 maggio.
Pensionati, lavoratori e cittadini chiedono al governo attenzione e interventi urgenti per chi è in pensione, ma anche un futuro previdenziale dignitoso per i giovani.
Non toccare le pensioni di reversibilità, né quelle in essere né quelle future; tutela del potere d’acquisto delle pensioni e ripristino del sistema di rivalutazione pre-Fornero; uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati ed estensione degli “80 euro” alle pensioni più basse; recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione 2012-2013 sulle pensioni superiori a tre volte il minimo; separazione della spesa previdenziale dalla spesa assistenziale; maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza; cambiare la Legge Fornero per rendere flessibile l’età pensionabile e dare una prospettiva previdenziale certa ai giovani.
Sono questi in sintesi i temi su cui si è da tempo aperta la vertenza pensioni nel Paese e in Puglia, dove le pensioni da lavoro erogate dall’Inps sono circa 900 mila.
Una parte molto consistente della popolazione con cui lo Stato, in particolare dopo la riforma Monti-Fornero, ha rotto il patto di reciproco rispetto. In un Paese, infatti, in cui le pensioni sono tra le più tassate in Europa, le normative vigenti e quelle in fase di approvazione, ledono la dignità di lavoratori e lavoratrici che hanno costruito dalle fondamenta le basi democratiche ed economiche dell’Italia del dopoguerra.
Secondo le stime dei sindacati, ogni anno i pensionati versano circa 60 miliardi di euro al fisco, di cui 50 45 miliardi di Irpef nazionale e 10 miliardi tra addizionali regionali e comunali. Cifre a cui si aggiungono altri 10 miliardi di euro che vengono recuperati dalle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo (1.500 euro lordi) per l’effetto trascinamento del blocco della rivalutazione 2012-2013. 
Al danno si aggiunge la beffa: lo Stato li calcola come uscite in favore dei pensionati.
Sono invece di 3 miliardi in più le risorse che i pensionati versano al fisco rispetto ai lavoratori, che beneficiano di maggiori detrazioni fiscali e degli 80 euro. Un pensionato con un assegno da 1.000 euro al mese paga infatti 1.207 euro in più all’anno rispetto ad un lavoratore in attività, e ciò perché si cerca inutilmente e con una legislazione anti costituzionale di aprire la guerra tra poveri.
Tutto questo è un danno inferto, non solo ai diretti interessati, ma a un intero sistema di welfare familiare su cui si reggono le persone, soprattutto al Sud, in una situazione di inefficienza o totale assenza di servizi pubblici, oltre che di generale crisi economica e occupazionale di cui non si intravede ancora la fine.
A questo quadro, si aggiunge l’allarme, da molto tempo lanciato dai sindacati dei pensionati e confederali, sul futuro previdenziale dei giovani che, stante alle norme vigenti e alla condizione di discontinuità lavorativa, si preannuncia disastroso. Una prospettiva inaccettabile e su cui occorre da subito impegnarsi per soluzioni serie ed efficaci.
SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil chiedono che il Governo riprenda il tavolo di confronto con i Sindacati dei pensionati per trovare le soluzioni più adeguate che possano mettere fine, una volta per tutte, ad una situazione di perenne difficoltà nella quale i pensionati sono costretti a vivere. Anche a danno dei giovani che non riescono a trovare un orizzonte lavorativo che permetta loro di costruirsi un futuro.
Il 19 maggio i pensionati e le pensionate della Puglia, dunque, insieme a quelli di tutta Italia, faranno sentire la propria voce: “A testa alta! come rimarca lo slogan scelto da SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil, tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensiionati.

CONQUISTE DEL LAVORO

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