Toscana. Occupazione a rischio: lavoratori occupano la sala del Consiglio della Città metropolitana contro i tagli del Governo

Firenze, 20 luglio 2016. Occupazione diurna a oltranza (con assemblea permanente) della Sala del Consiglio metropolitano in Palazzo Medici Riccardi: è la misura votata a maggioranza stamani dai lavoratori durante l'assemblea nella sede della Città Metropolitana di Firenze, indetta dalla Rsu con Cgil-Cisl-Uil di categoria. L'occupazione è già iniziata oggi. “Un'azione motivata in primo luogo dai tagli alle Province contenuti nel Decreto Enti Locali, che assesta un nuovo durissimo colpo a questi enti già agonizzanti: lo scopo è difendere i servizi ai cittadini e i diritti e l'occupazione dei lavoratori”, spiegano i sindacati.. In Toscana, dove la situazione fino ad ora registrava una situazione critica ma più sotto controllo, il Decreto Enti Locali provocherà un aumento dei tagli (in forma di prelievo forzoso) di oltre 41 milioni di euro. Se tale Decreto non verrà modificato in sede di conversione, tutte le Province toscane andranno in dissesto, con conseguenze negative per i servizi ai cittadini (tra cui manutenzione strade, manutenzione edifici scolastici, trasporto pubblico locale) e per i lavoratori (i quali si vedranno tagliare gran parte del salario accessorio e vedranno a rischio anche lo stipendio, come già accade in realtà del Sud, dove per mesi non è stato erogato). Nella Città metropolitana di Firenze ci sono circa 60 precari ai quali scadrà il contratto a fine anno e, vista l'attuale situazione, non se lo vedranno rinnovare. Inoltre venerdì 22 luglio, giornata nazionale di mobilitazione unitaria di Cgil-Cisl-Uil Funzioni pubbliche, ci saranno assemblee dei lavoratori in tutte le altre sedi delle Province della Toscana. Alle assemblee sono stati invitati parlamentari dei territori, consiglieri regionali e sindaci. A loro sarà chiesto di impegnarsi perché in sede di conversione del Decreto vengano ridotti drasticamente i prelievi forzosi sul comparto delle Province/Città Metropolitane per evitare il dissesto di più della metà degli enti a livello nazionale; vengano tolte per le Province e le Città Metropolitane tutte le sanzioni previste per lo sforamento del Patto di Stabilità 2015, comprese quelle che causano la drastica diminuzione del salario accessorio; vengano previste norme adeguate per poter rinnovare i contratti a tempo determinato.

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