Sicilia. Povertà, al via dal 2 settembre le domande per il Sostegno all’inclusione attiva previsto per le famiglie in condizioni di estremo disagio

Andranno inoltrate ai Comuni le istanze per ottenere i benefici della misura contro la povertà che anticipa il Reddito di inclusione. Ma servono l’adesione a un progetto. E per la Cisl, un coordinamento ad hoc tra Regione, Anci e sindacati

29 Luglio 2016 - Si potranno presentare a partire dal 2 settembre, ai Comuni, le domande per ottenere il Sia, il Sostegno all’inclusione attiva previsto per le famiglie in condizioni di estremo disagio economico e sociale in cui siano presenti minori o figli disabili. [ http://www.cislsicilia.it/poverta-parte-settembre-sostegno-allinclusione/ ]Ne da’ notizia la Cisl Sicilia ricordando che per l’Isola sono stati stanziati 112 milioni 236.879 euro dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con il decreto del~26 maggio che ha ampliato le opportunità della misura. [ http://www.cislsicilia.it/wp-content/uploads/2016/07/Sia-.pdf ]Si tratta, informa la Cisl, di uno strumento di contrasto alla povertà già sperimentato nelle maggiori città italiane. Per la Sicilia, a Palermo e Catania a cavallo tra il 2014 e il 2015. Ora, il beneficio può contare su stanziamenti maggiori e, “soprattutto, su una prospettiva strategica”. “È infatti – con le parole di Mimmo Milazzo e Rosanna Laplaca, segretari generale e regionale della Cisl Sicilia – una misura transitoria in vista dell’attuazione del [ http://www.redditoinclusione.it/ ]Reddito di inclusione sociale voluto fortemente dalla Cisl insieme alla più ampia Alleanza contro la povertà”.
Il decreto, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 18 luglio, “da’ il via all’intervento – spiegano alla Cisl – per il quale il sostegno economico è condizionato alla sottoscrizione di un patto per l’inclusione da parte delle famiglie”. Perché non è previsto solo un [ http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20133%20del%2019-07-2016.htm ]contributo a persona che varia da 80 a 400 euro per famiglia a seconda del numero dei componenti. È richiesta la condivisione di un “progetto personalizzato di inclusione che dovrà riguardare obblighi di formazione, ricerca e accettazione di posizioni lavorative, frequenza scolastica e tutela della salute dei minori”. Per questo, rimarca Milazzo, “alla Regione chiediamo l’istituzione di un coordinamento con Anci e organizzazioni sociali perché sia operativa al più presto una rete efficiente, capace di organizzare nel migliore dei modi servizi di inclusione, anche nel mondo del lavoro”. 

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