Lazio. Ex Videocon. Coppotelli, Cisl Frosinone: "Poco spazio sui media locali alla notizia di salvataggio per 300 lavoratori"

Frosinone, 21 agosto 2016 - Spesso i mass media tornano sulle cattive notizie e dimenticano quelle buone. E’ il caso della Videocolor- Videocon di Anagni, azienda leader dell’industria componentistica elettronica nazionale negli anni Settanta e che, alla fine degli anni Ottanta, aveva fatturati da capogiro. “Poi è iniziato l’incubo per migliaia di lavoratori e le loro famiglie. – spiega Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl di Frosinone – Numeri importanti per il territorio se si pensa che, tra azienda e indotto, erano coinvolti circa 2.500 lavoratori”.
Il collasso dell’azienda ne determinò il passaggio “dalle mani del cavalier Piccinini (quello che fondò la Voxon) alla multinazionale Thomson: fu il segnale che in Italia mancava un capitalismo forte e il successivo passaggio al colosso indiano Videocon nel 2005 fu il preludio al più grosso stupro industriale che la provincia di Frosinone abbia subito”, si legge in un articolo che ne ricostruisce i fatti.

Sembrava calato il sipario sulla vicenda ma poi, grazie alla determinazione della CISL di Frosinone, con l'allora Segretario Generale Pietro Maceroni e la fitta collaborazione tra le istituzioni locali, si è arrivati a far approvare un emendamento alla Legge di Stabilità.
Il provvedimento ha previsto nella settima salvaguardia per i Lavoratori esodati l'allungamento della finestra temporale intervenendo di fatto a favore di 300 operai della Videocon di Anagni, quelli con più anni di servizio, che sarebbero così potuti andare direttamente in pensione. “Trecento famiglie salvate grazie al dialogo tra istituzioni e parti sociali e ad un sindacato come la Cisl che il tavolo del confronto non lo ha mai lasciato. – aggiunge Coppotelli – Ma proprio per questo è importante che queste cose si sappiamo perché è una buona notizia anche se i giornali, troppo spesso, non sembrano avere considerazione per le buone notizie”.

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