• Manovra Cgil Cisl Uil:

    Manovra
    Cgil Cisl Uil: "Inadeguata e carente di una visione del Paese.
    Al via le assemblee nei luoghi di lavoro con le controproposte del sindacato”

    Continua...

  • InfrastruttureFurlan:

    Infrastrutture
    Furlan: "Urgente sbloccare i cantieri del Terzo Valico, della Tap e della Pedemontana. Il 30 Ottobre a Genova lanceremo le nostre proposte per far ripartire il Paese e gli investimenti"

    Continua...

  • Manovra Cgil Cisl Uil al Governo:

    Manovra
    Cgil Cisl Uil al Governo: "Nel Def mancano risposte incisive su crescita, lavoro, investimenti pubblici"

    Continua...

  • Lavoro Cgil Cisl Uil incontrano Di Maio su ammortizzatori e politiche attive Sbarra:

    Lavoro
    Cgil Cisl Uil incontrano Di Maio su ammortizzatori e politiche attive
    Sbarra: "Segnale di attenzione alla richiesta dei sindacati confederali"

    Continua...

  • Dal territorio

COMUNICATI STAMPA

Manovra. Furlan: "Il Governo non ha scelto la strada della crescita. Speriamo di poterla cambiare con il confronto"

Roma, 23 ottobre 2018 - “Se l’Italia non cresce, non cresce l’occupazione e continueremo ad avere un allargamento della povertà... continua

Riders. Cgil, Cisl, Uil, riconvocare al più presto tavolo al ministero del Lavoro

Roma, 18 ottobre - “La trattativa avviata presso il ministero del Lavoro per dare ai riders tutele contrattuali e normative... continua

Lavoro. Sbarra: "Positivo calo cig ma in parte dovuto al superamento dei periodi massimi. Bene proroghe ammortizzatori, ora devono partire le politiche attive"

Roma, 18 ottobre 2018 - “Prosegue la riduzione della cassa integrazione: nei primi nove mesi dell'anno sono state autorizzati 162... continua

Manovra. Cisl a Ministra Lezzi: "Va garantita la clausola del 34  %  di investimenti per le regioni del Sud"

17 ottobre 2018 - "Una politica circolare, che rilanci effettivamente il Mezzogiorno rendendo più ricco il paese. Questo occorre avviare... continua

Povertà. Furlan: "Chi nasce povero ha meno possibilità di risalire ascensore sociale. Serve politica di crescita economica, sociale e culturale"

17 ottobre 2018 -  “Sono davvero preoccupanti i dati di oggi del Rapporto della Caritas  sull’aumento della povertà nel nostro... continua

Labor TV

Manovra: Annamaria Furlan ospite della trasmissione Radio Anch'io su Rai Radio1

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A PROPOSITO DI

  • "Nessuna svolta sulla crescita, non si punta sugli investimenti" intervista ad Annamaria Furlan, 'Il Sole 24Ore' del 20 Ottobre 2018

    Furlan2018"Il lavoro è il grande assente, la manovra del Governo è debole ed iniqua. La scelta del Governo di sfidare l'Europa  portando al 2,4% il rapporto deficit-Pil non è legata a politiche espansive. Non si punta alla crescita e manca quella svolta che auspichiamo da tempo per dare una spinta agli investimenti". Lunedì agli Esecutivi unitari con Cgil e Uil presenteremo "un documento unitario che contiene una vera e propria manovra. Va cambiata l'impostazione. Serve una grande alleanza tra le forze produttive, tra imprese e lavoratori, per creare le condizioni  per un vero cambiamento della manovra. Bisogna tornare ai concetti base del Patto della fabbrica, all'affermazione della centralità del lavoro. Il fisco non è considerato come un elemento di equità, come una leva per promuovere il lavoro. Il maxicondono che depenalizza il riciclaggio rappresenta un segnale negativo. Bisogna combattere l'evasione. Il  Governo fa in tempo a cambiare, ad approvare una manovra in favore del lavoro. Quanto al reddito di cittadinanza, nella vaghezza della proposta, è ancora da capire come potrà concretizzarsi in misura di accompagnamento al lavoro. La quota 100? Una buona base di partenza ma resta fuori il tema delle donne che non arrivano a 38 anni di contributi. Bisogna anche affrontare il tema delle pensioni di garanzia per i giovani. E separare la previdenza dall'assistenza. Su questi temi serve un confronto, ma finora è mancato il dialogo.

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Emilia Romagna. Lettera dei sindacati dei pensionati al Presidente Inps Boeri

15 Luglio 2015 - Il Presidente Inps "riscopra il valore del confronto, della discussione, delle decisioni condivise, sottoscrivendo uno specifico protcollo di relazioni con il sindacato pensionati: del resto l'Inps appartiene ai lavoratori, ai pensionati, al Paese intero". Così i Segretari generali di Spi-Cgil Fnp-Cisl Uilp-Uil Emilia Romagna Bruno Pizzica, Loris Cavalletti, Rosanna Benazzi nella lettera inviata al Presidente dell'Inps, Tito Boeri.

"Al Presidente dell'Inps
Tito Boeri

Gentile Presidente,

Le scriviamo a nome di Giovanni, Antonio, Daniela, Franca, Maria, Giuliano, Vittorio, Luisa... pensionati e pensionate emiliano-romagnoli e di tutte le altre regioni d'Italia.

Da Presidente dell'Inps, Lei si sta occupando attivamente non solo del funzionamento dell'Istituto, ma anche di Politica previdenziale, avanzando riflessioni e proposte di intervento sull'attuale assetto, quello delineato dalla Riforma Fornero e che ha determinato iniquità, disagi, incertezze a migliaia di lavoratori e lavoratrici.

Ci permetterà di proporle alcune nostre riflessioni, anche se siamo sicuri di porre temi e argomenti a Lei già noti. La stragrande maggioranza dei Giovanni, Antonio, Luisa, Franca..., dopo un vita di lavoro, "gode" di pensioni che consentono appena una vita dignitosa: nella nostra regione i pensionati e le pensionate che prendono più di 3.000 euro lordi al mese sono poco più del 5% del totale, mentre non arriva a 1.000 euro lorde al mese, il 35,05%.

Sono dati del tutto coerenti con quelli nazionali che Lei ha giustamente citato qualche giorno fa e pongono in modo esplicito il problema del meccanismo di rivalutazione delle pensioni ripetutamente messo in discussione dai provvedimenti degli utlimi governi Berlusconi e Monti.

Dunque pensioni basse, spesso troppo basse e per di più, pensioni che pagano tasse alte, più alte che per gli altri contribuenti, ai quali è riconosciuta una no tax area maggiore. Il fisco italiano incassa ogni anno circa 43 miliardi di euro dalle pensioni , come NON avviene in molti altri Paesi europei: l'aliquota media che da noi è poco sopra il 20%, nella Germania del rigore è dello 0,2%, nella Gran Bretagna di Cameron è del 7,2%, in Francia del 5,2%, in Spagna del 9,5%.. Il risultato è presto detto: Giovanni, pensionato italiano da 1.500 euro lorde mensili, lascia al fisco poco più di 4.000 euro all'anno; Franz, pensionato tedesco, lascia 39 euro! E per di più. Giovanni, Antonio, Franca, Daniela... si impegnano nei Centri sociali, sono l'ossatura del volontariato e della promozione sociale, turano le falle del welfare sui servizi educatici e scolastici come su quelli dell'assistenza. Temi che non la chiamano in causa direttamente, ma che non possono non costituire elementi importanti di riferimento per qualsiasi discussione.

La recente sentenza della Corte Costituzionale sul blocco della perequazione, ha chiarito - speriamo una volta per tutte - che ci sono punti essenziali che la previdenza deve rispettare, a partire dalla necessità di garantire una vita dignitosa: sappiamo che i pensionati e le pensionate sono molto numerosi e"costano". Ma sappiamo anche insieme a Lei, che il bilancio Inps regge grazie ai contributi dei lavoratori dipendenti e che i buchi hanno altre origini: l'evasione contributiva, a partire da quella praticata dallo Stato che non versa i contributi per i dipendenti pubblici e poi i deficit cronici delle casse di categoria e il peso dell'assistenza che vale oltre 40

miliardi annui e che non c'entra nulla con la previdenza. Su tutto questo il ruolo della Presidenza dell'Istituto può e deve essere di tuttto rilievo.

L'ineffabile proff.sa Fornero, ci accusa di portare via risorse ai giovani: ma dei risparmi ottenuti con la sua riforma, quanto è andato ai giovani?

Caro Presidente, non commetta l'errore di ignorare questo popolo e di gestire il Suo mandato solo in una logica di efficenza: le scelte della passata gestione (sui Cud, sugli ObisM...) sono sembrate e sono state vissute come vessatorie da tantissimi pensionati; la Sua insistenza sulla necessità di riportare tutte le pensioni, comprese quelle già in essere, al sistema contributivo crea un serio allarme; il richiamo alla necessità di chiedere un contributo alle pensioni (e agli stipendi) "alte", va in una giusta direzione, ma per favore, non definisca alte pensioni da 2.500 euro lorde che diventano 1.800 nette: non sono queste le pensioni "d'oro".

Riscopra piuttosto il valore del confronto, della discussione, delle decisioni condivise, sottoscrivendo uno specifico protcollo di relazioni con il sindacato pensionati: del resto l'Inps appartiene ai lavoratori, ai pensionati, al Paese intero.

Buon lavoro,

I Segretari generali di Spi-Cgil Fnp-Cisl Uilp-Uil Emilia Romagna
Bruno Pizzica Loris Cavalletti Rosanna Benazzi

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