Puglia. Cisl, Filca e Fisascat Taranto Brindisi: ai lavoratori diretti e dell’indotto Cementir sia garantita pari dignità sociale

Taranto, 28 ottobre 2016. Per le segreterie territoriali Cisl, Filca Cisl e Fisascat Cisl è stato un confronto importante ma ancora interlocutorio quello svoltosi presso il Ministero dello sviluppo economico giovedì 27 u.s. sui preannunciati licenziamenti alla Cementir, sia di Taranto che di altri siti nazionali, poi aggiornato a lunedì 14 novembre p.v. per consentire al management del Gruppo Caltagirone di dare risposte su un nuovo Piano industriale che, per quanto riguarda in particolare lo stabilimento ionico, punti a salvaguardare 47 posti di lavoro diretti e di 11 nel sistema indotto. Al tavolo governativo la Cementir ha assicurato di essere in possesso già di un Piano industriale addirittura triennale che, ovviamente Cisl, Filca Cisl e Fisascat Cisl si aspettano di conoscere e di verificarne la credibilità, considerati alcuni precedenti impegni assunti dall’Azienda, come il promesso revamping del sito tarantino che mai, però, è stato realizzato, con ciò determinando rischi concreti per la salute e sicurezza dei lavoratori che ancora vi operano e per il territorio esterno alla fabbrica. Il sindacato nel rifiutare con decisione la logica degli esuberi strutturali ha pure chiesto ai rappresentanti aziendali l’elaborazione di un Piano sociale al fine di attribuirsi l’onere economico di eventuali mobilità volontarie. E’ stato preso atto della disponibilità del Gruppo Caltagirone a confrontarsi, dopo le prime chiusure manifestate e, al contempo, sono state apprezzate le dichiarazioni del Governo e della Regione Puglia concernenti l’ampia disponibilità di accesso ad eventuali ammortizzatori sociali a vantaggio di tutti i dipendenti diretti e dell’indotto operanti nel territorio ionico dichiarato area di crisi complessa. A tal proposito Cisl, Filca Cisl e Fisascat Cisl ribadiscono la richiesta che in occasione dell’incontro del 14 novembre p.v. si pervenga ad un accordo complessivo che preveda il rilancio produttivo della Cementir nell’area ionica così scongiurando qualsivoglia ipotesi di licenziamento e sia sancito il diritto dei 47 lavoratori diretti e degli 11 nel sistema indotto a godere dei benefici previsti dagli ammortizzatori sociali.

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