Abruzzo-Molise. Artigianato: Calo di produttività delle imprese registra conseguenze gravi su occupazione

Abruzzo, 22 dicembre 2016. Questa mattina CGIL, CISL e UIL insieme al mondo delle imprese artigiane hanno presentato una piattaforma unitaria indirizzata alla Regione Abruzzo. Il documento si apre con una breve analisi sul sistema produttivo. Nel periodo 2010-2015 il saldo di tutte le imprese in Abruzzo è stato negativo per 5.406 unità, ma più dell’80% di questo calo è da attribuire al settore artigiano, che ha registrato una perdita netta di 4.503 imprese. Tutto questo ha comportato conseguenze gravissime sull’occupazione, con 12 mila posti di lavoro perduti in meno di 6 anni. “L’artigianato sta vivendo una delle crisi più lunghe e difficili dal dopoguerra ad oggi; una crisi che ha riportato la consistenza del comparto indietro di 20 anni. Gli ultimi dati registrano una piccola ripresa; nel 2016 le nuove imprese sono in crescita e anche il numero di quelle artigiane è in aumento, ma siamo ancora molto lontani dai valori del 2008. Per questo l’apparato produttivo artigiano ha bisogno di interventi urgenti a sostegno dello sviluppo”, - così hanno aperto la conferenza stampa i rappresentanti di Casartigiani-Claai-Cna-Confartigianato Abruzzo. La Piattaforma, illustrata questa mattina, è un decalogo di proposte che vanno: dall’accesso al credito alla trasmissione d’impresa, dalla digitalizzazione all’aiuto allo start-up, dalla formazione alla bottega-scuola, dalla bilateralità all’apprendistato professionalizzante. “Le Piccole e Medie imprese rappresentato il 95% del tessuto produttivo abruzzese dove lavora il 52% degli occupati, 482 mila lavoratori, - ha sottolineato Maurizio Spina nel suo intervento. Viviamo in un economia sempre più duale, con le multinazionali che riescono a rispondere ai colpi della crisi, mentre le piccole e piccolissime aziende con molte difficoltà tentano di contrastare la fase recessiva. Abbiamo cercato di tamponare la crisi con il sistema degli ammortizzatori sociali, ma oggi, invece, dobbiamo cercare di anticiparla e interpretarla studiando e ricercando soluzioni condivise tra il mondo delle imprese e quello del lavoro. Il settore artigiano deve fare sistema, deve sviluppare nuove capacità come quella aggregativa, d’innovazione, di dimensionamento, e di capitalizzazione per ritornare ad essere il settore trainante dell’economia abruzzese”. “Le proposte contenute nella piattaforma traggono forza dalla Legge quadro regionale sull’artigianato, purtroppo solo in parte attuata a causa della scarsità di risorse. Le politiche regionali e nazionali sull’industria sostenibile, Carta di Pescara, e “Industry 4.0” devono essere indirizzate anche alle micro imprese. La programmazione regionale deve dedicare delle misure specifiche al mondo dell’artigianato. Le piccole e medie imprese devono diventare protagoniste nella progettualità dei prossimi bandi nazionali e comunitari per garantire più investimenti che creerebbero nuovi posti di lavoro. Il lavoro si crea solo se s’investe e si sostiene la ripresa economica, - ha sottolineato il Segretario della CISL AbruzzoMolise”. “La Fira deve diventare una società in house per superare le difficoltà del sistema bancario abruzzese e per finanziare le politiche di sostegno al sistema delle piccole e piccolissime aziende. La Regione deve sottoscrivere un’intesa sulle politiche occupazionali, valorizzando le politiche attive del lavoro come la formazione e la ricollocazione attraverso gli enti bilaterali. La sottoscrizione di un accordo tra il sistema dell’artigianato, l’Agenzia Ice (Agenzia per la promozione all'estero e per l'internazionalizzazione delle imprese) e le Camere di Commercio è l’occasione per realizzare quegli strumenti utili a superare le difficoltà aziendali, come la scarsa propensione all’export e alla digitalizzazione. Solo dando vita a forme aggregative come le reti e i consorzi, le imprese artigiane abruzzesi saranno in grado di cogliere le sfide sempre più difficili che il mercato globalizzato ci presenta, - ha concluso il Segretario della CISL, Maurizio Spina.”

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